considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

29 luglio 2011

mi presta il cellulare



Periodo di curiose scoperte ...
dopo la telefonata del privato che si inserisce nel sistema di bordo un nuovo episodio che ha per protagonista il cellulare.
In un paese (il nostro) che ha più utenze di telefonia mobile, che abitanti, trovare una persona senza cellulare
(sia chiaro, ovviamente perchè l'ha lasciato a casa ...) ...
oltre che raro, fa quasi tenerezza.
Deve averlo pensato anche quella signora, cui un tale l'altroieri, ha chiesto:
"mi presta il cellulare che devo fare una telefonata ?"
Imbarazzata anche dall'indifferenza che altri passeggeri avevano mostrato alla medesima domanda, si è resa disponibile quantomeno a comporre il numero prima di passare di mano l'apparecchio e lì è iniziato lo show ...

"sì allora 051 ... 50 .. 45 .. 23 ...
no aspetti ...
50 ... 23 .. 63
no ...
50 ... 45 .. 63"

La donna ha cercato di seguire quel fiume di cifre, restavano fissi il prefisso e il 50, ma tutto il resto mutava di tentativo in tentativo ...
Non si capiva se era una gag o un vero caso di perdita di memoria, ormai anche per me come per tanti passeggeri che seguivano in silenzio, stava diventato difficile restare seri e quando la donna spazientita ha composto l'ultima sequenza di cifre uscita di bocca all'uomo, passandogli nervosamente il cellulare 
(e mi aspettavo una chiamata a vuoto con successiva, giusta, "sclerata" della donna).

il miracolo ...
azzeccato il numero !!!

una breve chiamata per accordarsi con una terza persona sul luogo e l'ora ormai prossima dove incontrarsi, poi il ringraziamento per la disponibilità alla donna.

Trovare qualcuno senza cellulare oggi è raro ...
ma incontrare uno smemorato del genere che oltre a dimenticarsi l'apparecchio, ha le amnesie pure sui numeri da chiamare è quasi da guiness ...
(giusto su un bus si poteva incrociarlo)

27 luglio 2011

di fatto ... è un'alternativa


L'altro giorno, ecco l'ennesima lettera che, sempre secondo me (non vorrei mai, in questi casi, imporre un mio pensiero, quanto piuttosto ragionare su quelli altrui), c'entra poco per non dire nulla ...
Parto dalla considerazione finale:

"il viaggio costa 13 euro e sarebbe una alternativa all'uso dell'auto"

Non capisco poi perchè scrivere "sarebbe" visto che di fatto il bus "è" (ancora ad oggi) una valida alternativa all'auto...
Soprattutto economica:
il viaggio costa 13 euro se acquistato singolarmente come sola andata (o ritorno).
entrambe le tratte acquistate insieme vengono vendute a 22 euro (quindi 11 euro cadauna), lo preciso perchè credo che se si parte con il bus, difficilmente si ritorna in maniera diversa e comunque, se anche questo accadesse ...
L'auto costa sempre ben di più.
Lo confesso, non sono mai andato al mare in bus mi è capitato di andarci qualche volta, tanti anni fa, in treno, posso quindi dire di essere un esperto alla voce costi del mezzo privato.
Parto allora citando che il solo pedaggio autostradale costa 5 euro a tratta, come dire che 10 dei nostri 22 euro, se ne sono già andati ...
Per il carburante, ne rimangono insomma 12, che ai prezzi correnti, consentiranno l'acquisto di 8 litri del prezioso liquido e considerando che i chilometri da percorrere, tra andata e ritorno saranno circa 230
(se non forse qualcuno in più) ...
E' subito lampante come, anche a 13 euro a tratta, un bus sia molto più vantaggioso, in termini economici.
Io scelgo l'auto per motivi logistici, perchè anche alla voce ritardi/tempi di percorrenza, non è che ci siano grandi vantaggi.
Io credo che 30/45 minuti di ritardo siano tollerabili su tratte del genere, se è vero che la domenica, in auto, impiego 120/150 minuti totali per 115 chilometri circa, ben diversi rispetto ai 60/70 che si dovrebbero impiegare se le strade fossero scorrevoli.

Quindi di cosa si lamenta la signora ?
Se le fermate sono piene di persone, cosa dovrebbe fare l'autista ?
Tirare dritto senza fermarsi ?
L'azienda dovrebbe forse prevedere una carovana di 10 mezzi accodati ogni giorno l'uno dietro all'altro (e magari farli rientrare poi a vuoto)  ?
boh ...
a me pare una scelta logica, fare intervenire, in appoggio il mezzo prima dell'ingresso in autostrada e non capisco di cosa si dovrebbe scusare il conducente ...
Se proprio non si sopportano quei 15 minuti passati in piedi sul corridoio centrale del bus, rimane l'alternativa auto ...
Con l'esborso di cifre almeno doppie, chissà se le code e i ritardi diverrebbero meno snervanti sul proprio mezzo.
Secondo me, vero il contrario, ma vabbè ...
auto o bus, ci sono pregi e difetti, basta considerarli/valutarli in partenza e poi che ognuno faccia serenamente la propria scelta ...
(senza bruciori di stomaco postumi) 

25 luglio 2011

oooeee dottò



l'altro giorno, sto procedendo in orario, quasi perfetto, ed il segnale di comunicazione in arrivo, attira la mia attenzione.

la centrale operativa mi contatta ...
eppure io non ho cercato nessuno.
se lo fanno di loro spontanea volontà, non deve essere certo per augurarmi la buona giornata ...
cosa avrò combinato ?

mentre lo penso sganciando la cornetta, noto che l'identificativo del chiamante non è quello solito, ma un numero che inizia con il 329 ...
"sì ci sono"
(silenzio)
"pronto"
(silenzio)
"pronto ?"
(ancora silenzio ...
ma poi d'un tratto, mentre sto già riagganciando ...)
"oooeeee dottò !!!"

eccolo, il caso che avevo sempre sentito raccontare e che mi faceva un po' ridere  ...
siccome ogni bus è dotato di una normalissima sim e quella utilizza per le comunicazioni con la centrale.
potrebbe comunque capitare che qualcuno sbagliando una cifra, si inserisca nella fonia della radio di bordo ...

poco male, ho riagganciato e speriamo il tale intuisca.
invece nulla ...
dopo pochi istanti, riecco lo stesso numero apparire dopo il segnale di comunicazione entrante ...
sconnetto veloce e con un buffo pensiero.

Tu pensa che se non sganciassi la cornetta provvedendo anche ad interromperla, la comunicazione andrebbe sugli altoparlanti posti dentro al posto guida ...
Ed essendo questi di solito regolati su volumi ben oltre la soglia della distorsione ...
chissà come reagirebbero tutti ad un "oooeee dottò !!!" improvviso quanto ululato.

Ho però trovato un chiamante coriaceo, che non si da per vinto ...
e difatti pochi secondi dopo, rieccolo che tenta.
stavolta rispondo:
"senta, ha sbagliato numero"
"ah ...
lei chi è ?"
(ma che ti frega ?)
"senta, sto guidando e non ho tempo, controlli il numero, buona giornata"
(clic)

bah, io capisco che errare e umano ...
ma se ti sbattono giù il telefono due volte, un dubbio che stai sbagliando qualcosa ...
nooo ????

22 luglio 2011

solidarietà


Ieri, sull'edizione locale di un giornale, ecco la lettera da brividi di una collega.
Si potrebbe dire che nel 2011, certi pregiudizi generalizzati dovrebbero essere ormai fuoriluogo, ma se poi ci pensi e la butti in politica, ti rendi conto che qualcuno la pensa ancora, nonostante tutto, in maniera diametralmente opposta, fomentando regolarmente le persone ...
Diventa difficile insomma fare quello scatto che ci porterebbe a livello di tutti gli altri paesi civilizzati e allora si resta indietro di quei famosi vent'anni
(ben che vada ...
perchè continuando così, si potrebbe pure peggiorare ...)

Cristina, è una persona positiva e solare che svolge ogni giorno, con passione, il proprio mestiere, consapevole di essere, per così dire, sotto la lente di ingrandimento.
Non faccio fatica a confermare che è migliore di tante persone, non solo di chi la offende gratutamente.

Tutta la mia solidarietà, sperando che la sua testimonianza possa finalmente scuotere diverse coscienze.

20 luglio 2011

senso inverso



Oggi dopo un periodo di assenza (a dire il vero breve) ecco riproporsi la solita persona che ha sbagliato direzione ...
Doveva andare verso sud, ha preso il bus che andava verso nord.
Un grande classico che ricorre spessissimo, ma poco male, perchè basta solo scendere e attraversare la strada riprendendo da lì il mezzo.
Lo dico alla donna che mi guarda poco convinta e poi mi fa ...
"Se scendo in via pincopallo e il bus lo riprendo là, va bene comunque ?"
"beh certo che sì"
Non do troppo peso al fatto che via pincopallo si trova a 20 minuti di percorso da lì ...
Evidentemente la donna dovrà fare una commissione, probabilmente, coglierà l'occasione dell'errore per sbrigarla prima di prendere la direzione giusta.
(tempo perso per tempo perso ... meglio andare via comodi, sereni e con nessun appuntamento in sospeso)
Invece, venti minuti dopo, la vedo scendere e complice il semaforo rosso ...
Eccola che attraversa andandosi a sedere direttamente sotto alla pensilina del bus dall'altra parte della strada.
Bah ...
questa ha perso 20 minuti circa, cui si aggiungerà almeno un'altra mezzoretta di attesa ...
La linea suburbana che andava in senso opposto, l'avevamo incrociata pochi minuti prima e la domanda allora è:

Perchè ?
Why ?
Porquoi ?

... quando attraversando là dove era stato appurato l'errore si sarebbe guadagnato un bel po' di tempo ?

gente sempre più strana (sarà mica il caldo ?)
il bello è che quando chiedono una info, i 5 minuti, paiono mediamente vitali e necessari alla sopravvivenza di una specie ...
(quando si tratta di ore perse invano e per cocciutaggine invece ...  il tempo non conta più ?)

18 luglio 2011

lui sa, ma vuole comunque sapere


Non sono troppo fisionomista, non lo sono mai stato e mai potrò esserlo ...
Ora poi, che mi passano davanti migliaia di volti ogni giorno ...
alcuni certo, vagamente "friendly", anche se poi a parte l'impressione, non saprei dire dove e quando li ho incrociati.

Detto questo, c'è un tale che si aggira per questa città che deve essere quantomeno curioso se è vero che mi è riuscito di notarlo (identificarlo, ricordandolo) ...
Il motivo è presto detto ...
Sale, ogni volta con un nuovo interrogativo;
viene a chiedere come deve fare per andare nella tal via, piuttosto che in comune e quando do lui le info sulle linee da prendere ...
Annuisce, medita ...

E poi spara il suo metodo alternativo, fatto di altre linee e altri percorsi.

Spesso, i vari punti della città, sono raggiungibili in maniera diversa pur partendo dalla stessa fermata ed è difficile dire con precisione quale poi sia la strada più veloce ...
il traffico, i semafori, sono incognite troppo grandi per capire in anticipo "la via migliore" ma quello che fa pensare è perchè, uno che evidentemente conosce i percorsi dei mezzi pubblici quasi a menadito deve chiedere info:

per poi dimostrare un senso di superiorità ?

per metterti alla prova ?
perchè non sa come passare il tempo ?

boh ...
quasi opterei per l'ultima, non fosse che potrebbe essere uno dell'azienda ...
(più che mandato ... un ex dipendente ora in pensione).
la gente è sempre più strana o forse ...
lo è sempre stata, mediamente strana, solo non ci avevo mai fatto troppo caso ...
(certe persone però, impossibile non notarle)

15 luglio 2011

mi allunga un giornale ?



Sono solito comprare il giornale al mattino.
In tempi di web ovunque e di rassegne stampa come piovesse, parrebbe quasi ormai superfluo, ma trovo che il contatto della carta con le mani abbia tuttora un che di quasi "romantico"
Ieri come oggi, la free press se posso la evito e così ogni giorno ho il mio bel quotidiano sul fianco sx, vicino al finestrino, da sfogliare soprattutto nelle soste ai semafori.
Ieri sono in marcia e arriva un tipo a dir poco curioso ...
Non tanto per l'aspetto, quanto per l'odore che emanava.
In tempi caldi, circondato da "ascelle tonanti" che ti fan gridare "aughhhhh!!!" ogni volte che ti si avvicinano, questo sapeva di silicone ...
Pareva proprio, avessero appena siliconato una porta, ma invece era lui e mentre pensavo al nesso persona/odore senza trovare particolari spunti, "siliconmen" mi faceva improvvisamente trasalire:
"mi allunga un giornale ?"
"un giornale ?"
rispondevo guardandomi attorno e non vedendo alcuna free press sul cruscotto
"mi spiace non ne ho"
"beh, quello cos'è ?"
puntando con il dito verso il finestrino
"quello è il mio"
un po' di delusione ha segnato l'espressione, secondo me il silicomane si aspettava glielo allungassi comunque per la sbirciatina a sbafo, ma ci mancherebbe.

A parte che tutte le testate stanno perdendo copie, indi per cui, se lo compri oltre a fare la cosa giusta, salvaguardi pure l'informazione ...
Ma ci manca pure che te lo "presto" così magari mi sparisci tra la folla e mi tocca ricomprarlo.
(si chiama Pietro ... e dato che non lo so se poi torna indietro ... per oggi lo lasciamo lì, attaccato al vetro)

13 luglio 2011

radio scarpa


a volte ritornano ...
persone che un tempo frequentavi ogni giorno che poi all'improvviso spariscono dalla tua vita diventando praticamente estranei.
Tipo i colleghi di una precedente vita lavorativa ...
A volte capita di ricordarsene alcuni, senza un perchè e giusto qualche tempo fa, ripensavo ad uno di loro.


"Radio scarpa" lo definiva il classico uomo zerbino, succube della moglie padrone.
I racconti di situazioni al limite del grottesco quali, una notte passata all'addiaccio in auto (aveva fatto tardi dopo aver dimenticato le chiavi di casa e lei si era rifiutata di accoglierlo in casa) animavano i vari capannelli di persone ...
Essendo sottile il confine tra la realtà e la leggenda, soprattutto nel passaparola tra colleghi, mi sono sempre chiesto se davvero potessero esistere situazioni del genere, poi l'altro ieri ....


Eccolo apparire in carne ed ossa con consorte al seguito sul bus che guidavo !
Mi saluta, due convenevoli (come va ? cosa fai ora ?) e via che segue la consorte e si siede nel bus deserto.
La prima discrepanza è sulla corporatura della moglie, sempre definita nei racconti "grossa" che invece ...
E' abbastanza normale
(ma vabbè, potrebbe sempre essere dimagrita).
Di sicuro è logorroica, parla solo lei, fa la domanda e si risponde, passando da un argomento all'altro in un millisecondo.
Prima intavola una discussione sul costo degli appartamenti, poi si ricorda di un appuntamento dal medico, passando per alcune considerazioni circa la giornata precedente ...
L'ex collega ascolta distrattamente annuendo di tanto in tanto e forse è proprio lontano da lì ...
Ne incrocio lo sguardo imbarazzato quando la moglie sostiene che "il bus è passato in anticipo".
In realtà sono in perfetto orario, forse perchè come nota la donna "è praticamente vuoto", quando solitamente c'è sempre un discreto via vai a bordo
(e qua vabbè ....
periodo estivo, magari è che in altri mesi per via del carico, quel bus transita solitamente in ritardo ...
punti di vista).
Arriviamo in prossimità della fermata dove debbono scendere, la donna prenota lo stop e quando passo  dinnanzi alle fermate urbane senza fermarmi (la linea è suburbana e qualcuna la salta) sento la donna che si lamenta ...

"non si è mica fermato"
"è certo, non erano mica previste" interviene un'altra persona
"ma se ci sono deve farle !"
"guardi che non è il 18 questo ...
ma il 92 !"

l'ex collega e la consorte scendono, lei è ancora là a questionare con l'altro passeggero, vedo lui che mi guarda con l'espressione di chi un po' si vergogna ...
pare dire "mica farci caso ... è fatta così"
gli sorrido, cenno della mano, riparto e chissà se e quando lo rivedrò.

Il mistero resta irrisolto ...
o meglio, di sicuro la moglie ha un bel caratterino e quando ci si mette ed è convinta ...
per farla rinsavire occorre faticare ...  
(sta "radio scarpa" ...
tendenzialmente esagera, però poi sotto sotto, un fondo di verità ...) 

11 luglio 2011

la casa dei risvegli



Ieri si avvicina una donna bisognosa di info.
mi dice:
"siamo vicini alla casa dei risvegli ?"
e lì per lì, ho timore di essermi perso qualcosa ...


una casa dei risvegli la conosco, ma possibile ?
si trova dall'altra parte della città ...


la donna mi vede pensieroso e aggiunge:
"ma sì, la casa dei risvegli !
quella che è in centro ed è tutta blu ..."
"ah ok, non c'entrano i risvegli, si chiama casa della conoscenza, deve scendere tra 2 fermate"
"bene, grazie, ma comunque guardi che è la casa dei risvegli"


bah, convinta te ...
saranno contenti  i promotori che hanno scritto
(leggo dal sito internet)
La Casa della Conoscenza, inaugurata il 28 novembre 2004, è il cuore pulsante e centro nevralgico del sistema culturale casalecchiese.
La Casa della Conoscenza è un luogo della comunità, aperto a tutte le generazioni, una finestra sul mondo attraverso cui connettersi alle realtà più vicine e a quelle più lontane, nel tentativo non facile ma affascinante di mantenere e valorizzare le proprie radici accogliendo allo stesso tempo le sfide dell’interculturalità e della cultura della diversità.

Per metterla in battuta, la signora avrà trovato i contenuti un tantino soporiferi ?
Chissà ...

9 luglio 2011

più che le sospensioni, i freni


Ieri leggo questa lettera e resto quantomeno dubbioso.

Ma siamo proprio sicuri che il medico abbia sconsigliato il bus per le sospensioni ?
Non sarebbe più logico  pensare che ha negato l'ok per questioni legate alla sicurezza ?
sai com'è ...
basta che uno ignori una precedenza, l'autista è costretto a frenare e viene a crearsi una situazione di pericolo.
Se perdi l'equilibrio o sbatti contro uno spigolo/sostegno, al sesto mese di gravidanza, non è che sia gran cosa ...
(tutt'altro)

Ora, la critica al trasporto pubblico ci può stare, dato che tra l'altro è possibile prendere spunto per migliorarsi.
Ma questa lettera, francamente, mi pare un po' forzata.

Le passeggiate fanno solo che bene, in aereo e in auto, ci sono le cinture di sicurezza ...
In questo caso, quella delle sospensioni dei bus poco efficenti mi pare insomma una motivazione "giusto per" fare polemica.

6 luglio 2011

non gode mica per niente



Premessa:
in un bus, l'impianto frenante e altri dispositivi (es. l'apertura/chiusura delle porte) vengono azionati tramite aria compressa.
Tale aria è immagazzinata in speciali serbatoi ed è mantenuta alla giusta pressione (almeno 8 bar) mediante un compressore collegato al motore.

Stamattina solita, quotidiana, trafila;
arrivo in deposito, ritiro il turno macchina, mi annoto la posizione in parcheggio del mezzo.
7 minuti ci vengono concessi dalla presenza, all'uscita dal deposito con il bus ...
in quei 420 secondi, occorre raggiungere la posizione dove il veicolo è in sosta, compilare il modulo dove apporre firma, data, linea e orari in cui si presta servizio, aggiornare il numero della linea, inizializzare tutti i vari dispositivi di localizzazione, obliterazione e ovviamente mettere in moto il veicolo.
I serbatoi dell'aria sono praticamente vuoti, faccio girare allegramente il motore "su di giri" per accelerare le operazioni di ricarica, quando all'improvviso compare un tale.
Sarà un capetto del deposito o forse un operaio zelante, detto che in 5 anni e rotti è la prima volta che lo incrocio, dopo avermi fissato, con un po' di disprezzo mi fa:
"non gode mica per niente così !"
(ma chi deve godere ?
il soggetto lo intuisco, però per completezza e a scanso di equivoci, tu ricorda di citarlo sempre)
"dico, il motore, non gode mica con ste accelerate a freddo !"
(ecco, ora ci siamo ...)
e giù una tirata tecnica sull'eccessiva aria che verrebbe aspirarata all'interno del motore stesso, ecc. ecc.
Non ribatto nulla, tecnicamente quanto dice è ineccepibile;
i 7 minuti sono scaduti e finalmente riesco a partire ...
(eh sì, perchè fino a quando la pressione dell'aria non è quella ottimale, la marcia mica entra).
Però però ...
mentre raggiungo il capolinea ripenso al dialogo ...

Ora, caro collega, giusto il tuo ragionamento, ma con così poco tempo a disposizione cosa dovrei fare ?
Avessi mezz'ora, lascerei girare il motore al minimo che tanto i serbatoi comunque si ricaricherebbero, il fatto è che non ce l'ho così tanto tempo e allora tocca inventarsi qualcosa ...
Se sei così preoccupato per il motore, magari segnati il numero del bus ...
Perchè a voler essere pignoli, mica è tanto regolare che nel giro di qualche ora i serbatoi dell'aria vadano quasi a zero.
Se mantenessero la pressione come tra l'altro dovrebbe essere, convieni con me che il problema non si porrebbe, per cui alla fine ...
ma di che cosa stiamo parlando ?
(io, utilizzo e giocoforza devo adattarmi a quanto mi viene messo a disposizione)

Sono quasi pentito di non aver innescato una urbana discussione ma vabbè, a parte il tempo tiranno che mancava, mi riscopro a "ghignarmela" ripensando più tardi al concetto
(il motore) non gode per niente.

Già e sarebbe mica male in una sorta di "senti chi parla" della meccanica, interrogarlo, il motore di un bus urbano.
Altro che accelerate a freddo, quello è destinato a soffrire (e basta) costretto com'è a milioni di allunghi per poche centinaia di metri e alle conseguenti frenate in quella vita vissuta costantemente nel traffico ...
Son quasi convinto che sogni un lungo percorso a velocità costante e lo veda come una sorta di paradiso, ma tant'è ...

Saranno anni di bruschi risvegli e mica solo perchè c'è quello che deve ricaricare i freni ...

Mentre lo penso, ho atteso un tale che correva in coda al bus;
questo, salito dalla porta posteriore, si è fatto tutto il bus per venire a ringraziarmi della gentilezza, gesto ormai talmente raro che quando capita, fa sempre un piacere particolare.
Buffo l'evolversi degli eventi quotidiani, ripenso ai freni, all'aria da ricaricare senza eccessi, all'ipotetica uscita in ritardo e al conseguente arrivo in fermata 10 minuti oltre l'orario previsto.
La stessa persona che non avrebbe dovuto correre per raggiungermi, ma sarebbe lì, in attesa, impaziente.

Mi avrebbe ringraziato ?
ma quando mai ...
piuttosto avrei udito un classico
"siete sempre in ritardo"     
(e lì ...
tu pensa se gli avessi risposto:
guardi, ho dovuto ricaricare senza fretta i serbatoi dei freni ...
Sa com'è, non gode mica per niente il motore a girare forte e a freddo ...) 

4 luglio 2011

parcheggiando



Oggi sono fermo al capolinea ...
Guardo l'ampio parcheggio semideserto, svuotato dai primi caldi estivi.
D'un tratto, lemme lemme, avanza l'auto con un tale a bordo;
larga svolta per indirizzarsi, retro per posizionarsi, poi avanti parallelo al cordolo che delimita il primo posto, si infila ...
Pare sul punto di spegnere il motore, anzi no, retro per accostare ancora di più ...
E poi, valutata con lo sguardo fuori dal finestrino la distanza, non è ancora soddisfatto.
Mentre avvìo il bus, penso a quanto siano meticolose certe persone.

Vero che lo sono pure io, però, parcheggio immenso, vuoto e che mai si riempirà ...
Non si può mica giocare con il millimetro, quella è vera e propria paranoia !

Il tale intanto ha finalmente trovato il posteggio che lo soddisfa, così ad occhio, pare eguale al primo tentativo che aveva effettuato, ma tu poi vai a capire ...
Scende lentamente mentre lo guardo ...
Sai mai che debba salire sul bus sarebbe il caso di darsi una mossa, ma lui calmo, preme il telecomando per attivare l'antifurto e temporeggia, cercando qualcosa nella tasca.
Ingrano la marcia, tolgo il freno e parto con un sospetto ...
Difatti, all'improvviso eccolo che si sbraccia dietro al bus, in un improvviso sussulto ansioso.

Ora ditemi voi, ma uno così non sarebbe da lasciare a piedi ?
La prossima volta dopo che hai parcheggiato, magari phonati pure i capelli, prima di farmi capire che vuoi salire !
Bah, che tipi, poi scrivono ai giornali dicendo
"l'autista pur vedendomi, mi ha lasciato di proposito a terra"
la tentazione è stata forte ...
ma vabbè, come si suol dire chi ha più testa, la usi  
e peccato che di questo, dell'uso o meno della ragione, poi non se ne accorga quasi mai nessuno. 

1 luglio 2011

distanza di sicurezza



Ma il codice della strada, sarà uno, chiaro e unico o tante persone tendono ad interpretarlo ?

Oggi, capto il racconto di una persona ...
Come spesso accade, mentre si viaggia su un bus, tanti si intrattengono in chiacchiere con il vicino di posto.

Una donna racconta ad un uomo un episodio cui ha assistito alcuni giorni fa.
Lei ad aspettare che l'attraversamento pedonale diventi verde e lì a poche decine di metri il vigile ...
Quel cattivone che seminascosto sta fermando le auto a tradimento (definizione della donna), decide di intervenire sul tale che sta transitando.

Paletta abbassata, l'uomo che guida, cosa può mai fare ?
Frena e si ferma nel minor tempo/spazio possibile, il tutto in sicurezza perchè addirittura con l'indicatore di direzione attivato (come specificato dalla donna che racconta) ...
Non fosse che la ragazza che sopraggiunge non se lo aspetta (???) non riesce a frenare in tempo e ...
lo tampona fragorosamente.


"povera ragazza, piangeva, come piangeva, ma il vigile ha detto Lei che quando si tampona si ha sempre la colpa ...
Io però mica sono d'accordo, se uno frena all'improvviso, bisognerà pur lasciare il modo anche a chi segue di poter fermarsi"

Quindi cari lettori ricordate sempre ...
Quando vi capita di frenare, allungate gli spazi ...  

Anche, soprattutto, quando non riuscite a vedere il muso dell'auto che vi segue, tanto è "dentro" la vostra,
Voi comunque pensate a chi la guida ...
Nooo, che avete capito, senza maledirlo e augurargli di restare in panne da lì ad un millisecondo, dovete pensare che è un suo diritto poter fermarsi, vorrete mica frenare senza tener conto di questo !!!
E poi voi vigili, smettetela di controllare le auto a tradimento;
dovete agire da buonisti, posizionandovi in mezzo alla strada, perchè così chi volete fermare ha il tempo di agevolare chi segue con una frenata dolce.
E magari ...
chi non vuole farsi fermare, ha tutto il tempo di impostare una bella inversione a U, cambiando repentinamente strada ...

Mah, ora passi per uno che ignora totalmente le regole e vive nel suo mondo di aria fritta ...
Ma quello che ascolta e annuisce ...

Ecco da lui magari ci si aspetterebbe una presa di posizione.
(2 su 2 che ignorano cosa sia la distanza di sicurezza ...

è un record mica da ridere ...
inquietante !!!)