considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

5 luglio 2010

mutevoli giudizi


C'è poco da fare ...
si crea l'occasione et voilà ...
Tante persone tendono ad essere false e/o ad improvvisare all'occorrenza.
Il grande classico è il ritardo da giustificare,
sapeste quante volte, bus in pieno centro, senti il tale al cellulare giurare e spergiurare a colui/colei che sta connesso dall'altra parte, di essere ormai prossimo alla meta ...
Peccato che spesso e volentieri nella conversazione viene distrattamente citato il punto esatto dove si sta recando e a quel punto, tu che ascolti, ti rendi conto che in realtà, altro che i 5 minuti prospettati ...
zona di (profonda) periferia, passerà una mezzora abbondante (e se tutto va bene) prima di giungere a destinazione (!!!).
La curiosità dell'autista a quel punto, sarebbe conoscere la scusante di riserva:
Cosa avrà fatto slittare così abbondantemente l'arrivo nel racconto giustificativo del ritardatario ?
Il traffico (che è la scusante più semplice a cui appigliarsi) o magari il bus e chi lo guidava ?

Oggi comunque, alla voce versioni da fornire (persone da imbonire all'occorenza) al cellulare, una donna da primato.
Il bus è semideserto e la nostra è una di quelle persone "discrete" ...
quei 100 e rotti decibel di voce che ti fanno ascoltare tuo malgrado e senza fatica ogni parola, nonostante il rollio del mezzo e l'aria condizionata in funzione ...
inizia la prima chiamata ...
"allora B cosa mi racconti ? si, ok, quindi facciamo per la prossima ? ah ... va bene ... lasciatelo dire, per me tu sei una sorella B, grazie ... lasciamelo dire ti voglio bene e sai che sono sincera ... ok, grazie ciao"
alla seconda chiamata si inizia a capire qualcosa di più riguardo alla faccenda ...
La tipa è probabilmente un'interinale e B, sarebbe colei che ha fatto la richiesta di averla a disposizione per un periodo ...
Pare non sia la prima volta che sostituisce qualcuno in quell'ufficio, il fatto è che anche a causa della crisi stavolta l'azienda di B tentenna ...
si certo la prenderanno ma non subito come avevano detto, magari più facile la prossima settimana ...
Il nuovo interlocutore, tale C, chiede se sia sicuro, questo ...
"eccerto, me lo ha appena confermato ... come si chiama ... dai quellà là ... si appunto quella B di cui ti ho anche parlato" poi, rasserenato quello che potrebbe essere un familiare stretto, la conversazione si interrompe e subito ne inizia una nuova, la terza ...
"si guarda, mi hanno detto che per questa settimana non si fa nulla ... quella B là, promette, promette, speriamo che la prossima sia quella buona, ma mica nulla è sicuro ... Che palle sta gente, cominciano a starmi un po' qua ... tu comunque fammi sapere per quell'altra cosa ... che se mi prendono, io poi la mando a quel paese sta B e la sua azienda, eccheccavolo !".

Ora direte, il lavoro provoca ansia, soprattutto quando non ce l'hai ...
Certo, comprensibilissimo, però nell'arco di 5 minuti, la povera B è passata dall'essere la "sorella acquisita" a cui volere un mondo di bene, al "come si chiama quellà là" per arrivare infine ad essere una che sta pure "un po' sulle palle".
Non c'è male eh ...
a questa dagli un paio di giorni e chissà come ne usciresti alle orecchie degli altri ...
Mi sono ritrovato a chiedermi, alla luce di questi mutevoli giudizi se io l'assumerei una così anche se solo per un periodo a termine ...

(mettiamola così, per fortuna non sono io B ... o forse, la vera fortuna è che B non sa quello che, casualmente, ho saputo io)

1 commenti:

S ha detto...

ah beh... pieno il mondo di questa gente...