considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

30 aprile 2012

bus award 2920



Dopo un sacco di tempo, un nuovo Bus Award.
Il fatto è che ormai li ho guidati tutti i mezzi aziendali (e per tipologia li ho conseguentemente recensiti);
quei pochi che ancora non ho utilizzato si fanno desiderare.
Fosse per me, vorrei cambiare mezzo ogni giorno e guidarne sempre dei nuovi, di fatto è come tornare agli inizi, non si conoscono le caratteristiche e salendo a bordo vi è sempre una sorta di timore reverenziale da abbattere con l'esperienza acquisita in questi anni.

Qui a dire il vero, di nuovo c'è ben poco, parliamo di un mezzo con oltre 15 anni di servizio, quel mitico Cacciamali Tcm890, meccanica Iveco, 9 metri di lunghezza, che è lo spauracchio di tanti colleghi
(lo definiscono, scomodo, inguidabile, affaticante e chi più ne ha più ne metta).
Io tutto sommato l'ho trovato onesto, non un fulmine in accelerazione, un po' ruvido in frenata, ma poi fatto il piede, gestibile ...
Per le dimensioni più che un bus mi ha ricordato quel ford transit a passo lungo che guidai pochi mesi dopo aver conseguito la patente B, che all'epoca, a dire il vero, mi era parso oltremodo ingombrante
(come passa il tempo ... e come cambiano le impressioni ...)

1 commenti:

Cassandra ha detto...

Ok Autistaxcaso. Adesso te lo posso confessare: ti invidio. Sì perché puoi guidare questi bestioni enormi in mezzo al traffico come un incantatore di serpenti.
Sai mio padre faceva l'istruttore di guida e io per anni ho sognato di diventare autista di autobus, ma prendere la patente D era abbastanza costoso e mio padre non voleva. A quei tempi donne autista erano veramente una rarità e la gente scendeva terrorizzata dal mezzo imprecando. Però questo post mi è piaciuto tanto e mi ha commosso.