considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

10 ottobre 2011

lo sfogo


Lo sfogo di alcuni colleghi apparso sull'edizione locale di un quotidiano.

Come sono lontani i tempi in cui l'autista del bus era un'istituzione rispettata, temuta e stimata.
Quando ero piccolo ed andavo a scuola era esattamente così, ricordo nitidamente un giorno in cui un ragazzotto si mise ad arrampicarsi sui sostegni tubolari.
L'autista lo lasciò fare tenendolo d'occhio, poi ad un certo punto, esaurita la pazienza ad una fermata
si alzò e con fare minaccioso gli andò incontro;
lo prese per un braccio e sacramentando lo mise a sedere con forza ...
Nessuno osò dir nulla e vien naturale pensare che a casa la bravata non venne, dal ragazzo, raccontata.

Ci son stati tempi (quelli) in cui se ti facevi notare in senso negativo, i genitori, a casa, poi ti davano il resto ...

Ora, immaginate la stessa scena riportata ai giorni nostri.
Oltre alle immancabili segnalazioni, sui giornali e all'azienda, partirebbero le querele e chissà cosa altro ...
I genitori, potrebbero pure organizzarsi per una "spedizione punitiva"

( ... che tra l'altro, sic, è già capitato ... )

Come potrebbe permettersi, un autista, di alzarsi dal posto guida ?
povero bambino !
Traumatizzato e annichilito per il resto dei suoi giorni, lui che magari sognava solamente un futuro da ginnasta alle parallele e dava sfogo alla sua creatività ...

Ci ho ricamato sopra, però la realtà è ormai questa.
Ogni giorno, evitiamo incidenti, schiviamo e sopportiamo auto costantemente in doppia fila, sfioriamo pedoni distratti e ciclisti intenti ad evitare buche ma guai a reagire ...
La gente ci nota spesso (e scrive, più che altro) per criticarci e per chiedere punizioni "esemplari".

Per la cronaca, la notizia della donna, ormai fuori pericolo è stata ripresa da tutti i giornali locali:
Ma quel collega che se l'è vista lì dove non avrebbe mai dovuto essere, come starà ?

3 commenti:

perennementesloggata ha detto...

concordo in toto. e non credo che, nel finale, ci hai ricamato sopra. hai dimenticato una denuncia per violenza su minore o simili.

Shunrei ha detto...

Commento "bivalente" per questo e per il post precedente: cosa cavolo ci facesse la signora in quel punto (oltre la "ringhiera", quindi sulla sede stradale) me lo sono chiesta pure io. Mi dispiace che si sia fatta male e tutto il resto, sta di fatto che in quel punto non avrebbe dovuto esserci... e visto che non stiamo parlando di un cane sfuggito al guinzaglio o di un bambino troppo vivace, un minimo di senso civico e del pericolo avrebbe dovuto averlo.
Per quanto riguarda invece il "rispetto" nei confronti di chi lavorando si mette al servizio degli altri, quello se non è morto è di sicuro in terapia intensiva: l'altro giorno una ragazza che conosco e che insegna alla scuola materna è stata morsa da una bimba (ma morsa a sangue...), con la madre di questa presente. Lasciamo stare la bimba (che crescendo avrà sicuramente i suoi problemi da smazzare, vista la genitrice). La madre, visto l'accaduto, s'è messa a ridere.
Avessi provato a fare io una cosa simile, non sto a raccontarvi chi non avrebbe riso più per qualche giorno...

Cassandra ha detto...

Tutta la soliderietà ad Autistaxcaso, ma anche al collega autista.
Da quando ti leggo, oltre a ridere, osservo i tuoi colleghi di Torino con maggiore rispetto.

Al passeggero in vena di rivendicazioni auguro due mesi di lavoro forzato a guidare autobus, rispettando i tempi di percorrenza imposti dall'azienda.
Credo che preferirebbe andare a spaccar legna.