considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

31 dicembre 2010

altri mondi


Questa lettera, mi ha incuriosito non poco ...
a parte le ormai note considerazioni personali, sui biglietti a bordo emessi dal conducente, mi sa che qualcosa non torna.
Ad Amsterdam sono stato anni fa quando ancora l'autista non lo facevo e complice anche l'auto a noleggio con cui ci muovevamo, non ho guardato con occhio attento il trasporto pubblico locale; però un biglietto che dura diverse settimane, mi sembra davvero improbabile ...
Par di capire che un'ora, costa 3 euro e 60 centesimi, allora giusto rimarcare che qui ci si lamenta di un ticket che a conti fatti, costa (costerà) un terzo ...
Posso essere d'accordo sul fatto che, vidimando ingresso e uscita, indi pagando esattamente il tempo di permanenza a bordo, possa durare di più ...
ma penso semmai massimo a qualche giorno ...
Amsterdam non è poi piccolissima e anche se usano spesso e volentieri le biciclette, i problemi di traffico non mancano:

Che fai, durante le code ai semafori e sulle strade, metti il tagliando in stand by ?
Solo così, pagando effettivamente quando le ruote girano, il biglietto potrebbe essere semi eterno ...

Bah, sta gente ...
altrove trova sempre il bengodi, ma si pensi riproporlo qua un biglietto "a tempo effettivo" ...
Sono quasi convinto che in tanti marcherebbero entrata e uscita a stretto giro, dicendo, in caso di verifica che, ovviamente, stavano per scendere ...
Non credo insomma che un sistema del genere, risanerebbe i deficit (anzi), ma alla fine tutto è al solito opinabile ...
Una cosa che si potrebbe notare, andando all'estero ma che non vedo quasi mai riportata, è che quasi tutti possiedono la carta di credito e con quella, ci pagano anche le spese modeste di tutti i giorni.
(altrove è davvero raro incorrere in commercianti sprovvisti di pos o che "mi spiace, ma non mi prende le carte di credito" ...)
Ecco, il giorno che sarà così anche qui, magari poi ne riparliamo di bigliettazione a bordo effettuata in tempi "umani" dall'autista, ma ho come il sospetto siamo ancora lontani ...

Che altro aggiungere ?
Per ora buon anno !
E ci rileggiamo nel 2011.

29 dicembre 2010

cercando di agevolare



Ieri, sono in prossimità del capolinea.
A bordo, solo una donna anziana, che mi chiede dove si trovi una casa di cura.
E' uno di quei casi dove la fermata, sta più o meno in mezzo alla meta, così, mosso da compassione (la donna è alquanto instabile), decido per quello strappo alle regole che in un anno concederò una, massimo due volte.
Penso:

Ma vuoi farla avanzare per circa 200 metri in una specie di strettoia a senso unico alternato, senza marciapiede, dove arrivano mezzi a velocità anche sostenute ?
Oppure farla ritornare indietro, da una fermata posta dietro ad una curva cieca, sulla medesima stretta strada ?

E' (circa) Natale e visto che anche la pubblicità incita a dare di più, mi fermo dinnanzi all'istituto.
Occorrerà attraversare giusto la strada insomma e la meta sarà raggiunta.
Il "Grazie" salta, ma vabbè ...
Ho ormai appurato che qua, si dovessero far le cose per ricevere dei ringraziamenti, si cambierebbe mestiere alla svelta.
Il fatto è che scendendo, la donna borbotta e rimbrotta ...
com'è alto sto gradino ! avrebbe potuto fermarsi in un altro punto !
Ma dove ? Se il marciapiede, di fatto, non esiste, che cosa cambiava ?

Della serie cercando di agevolare, ben mi sta ...
mi sono pure beccato le lamentele della donna.
In effetti, ripensandoci, potevo fermarmi davvero "più in là":
... Alla fermata ovviamente !
(e dopo questa ... gli strappi alle regole, mi sa che si ridurranno ulteriormente)

27 dicembre 2010

devono ancora riprendersi


Troppi spumantini ...
dopo natale e santo stefano qualche defaillance ...
Oggi sale una tipa:
Occhiale scuro avvolgente, modello Lady Gaga che le copre mezza faccia ...
(e sono appena passate le 8, della serie ... sole timido ma soprattutto appena sorto)
Cappello di lana grigio scuro con tesa, calato fin sopra l'occhialone ...
Guanti neri ...
Impossibile definire un'età insomma o forse e per meglio dire capire l'identità.
Il Dart Fener post natalizio (che è donna lo capirò dalla voce), si avvicina e chiede se il bus va all'ospedale taldeitali.
Figurarsi ! andiamo esattamente dall'altra parte della città ed è quindi evidente che è la classica persona salita sul primo bus che passava.
Le spiego dove dovrà cambiarlo e lei mi ribatte pronta che conosce poco la città
(in effetti ... forse anche le destinazioni dei bus)
Le propongo di restarmi accanto per spiegarle dove dovrà cambiare.
(che sai mai ... in tanti sono campioni nel nascondersi a bordo ... li vedi sparire salvo ritrovarli nei pressi del capolinea che si lamentano perchè non gli hai detto la fermata a cui dovevano scendere ... già, ma io farei l'autista, mica il ricercatore di persone smarritesi (anche) a bordo).
Saranno quelle 2 fermate di percorso in cui si tenterà uno straccio di conversazione, argomento scelto, udite, udite, il tempo
(che fantasia eh)
E lì, ad un certo punto, la donna facendo notare la rigida temperatura esterna addocchiando un pannello luminoso, esclama
"molto freddo oggi infatti, ci sono 74 ... gradi ?"
(74 gradi ? manco se fossero fahrenheit andrebbe bene ... corrispondono a 23 gradi e passa, ma quando mai ? al pensiero, segue faccia molto perplessa dell'autista)
"ah no ... sono i posti disponibili nel parcheggio"

già ...
ma dico io ...
non sai dove va sto bus ...
manco come raggiungere la meta dove devi recarti ...
ora sta storia dei gradi che in realtà sono i posti auto ...
devi averci proprio dato dentro con gli spumanti negli ultimi 2 gg ...
(ecco svelato il senso dell'occhiale avvolgente/super coprente ...
come diceva anche Celentano,
C'è sempre un motivo)

24 dicembre 2010

scappano sempre via


Doveva capitare prima o poi di disilludersi ...
Avevo sempre creduto che nel periodo natalizio le persone fossero davvero meno ansiose.
Forse mi avevano tratto in inganno quei 1000, ricorrenti, convenevoli, che in questo periodo non mancano mai:

La pacca sulla spalla ...
gli auguri anche da chi, per gli altri 364 giorni dell'anno mai ti fuma ...
I sorrisi sparsi, abbondanti, a 32 denti ...

In generale roba spesso superficiale, falsa e artificiosa, che però e se non altro, ti faceva vivere qualche giorno senza ascoltare lamentela alcuna ...
Poi stamattina, mentre sto per giungere al capolinea, ecco la voce che si leva dal bus:
"può suonare al suo collega, così mi aspetta ?"
Quelli del trasbordo forzato, stanno al bus, in pratica come i sedili:

Dico, ci fosse una corsa dove al capolinea non salta fuori quello/a che deve salire sul bus davanti perchè così fa prima.

il fatto è che il collega è già in movimento e io sono ancora distante 50 metri, il buon senso consiglierebbe la rassegnazione e la conseguente attesa di quei 5-6 minuti ...
Ma la donna ha fretta, anche oggi che è la vigilia di natale e persa la possibilità di salire sul bus che ci precedeva, eccola esibirsi nella solita sequela di proteste

scappano sempre via ...
noi però dobbiamo aspettare dei quarti d'ora ...
lo fanno apposta ...
cosa costerebbe aspettare il bus che arriva ...
se ne fregano ...

In quei 5 minuti di attesa, mi sorbirò il crescendo di brontolii che contageranno altri passeggeri.
Ad un certo punto la tentazione di intervenire diventa forte, vorrei spiegare ai ribelli, che non ha tanto senso pretendere puntualità e rigore quando si attende in fermata ed invocare elasticità e comprensione quando si viaggia sul bus (l'una annulla l'altra e non vi è possibilità di mediazione alcuna, senza contare che, non regna l'anarchia, indi per cui uno parte dal capolinea quando ne ha voglia, ma ci si attiene a delle regole precise)
... ma all'ultimo desisto:

Ma chi me lo fa fare ?
Tanto sarebbe fiato sprecato ...
polemiche anche oggi ?
Mavvvvvvafffffffffanbrodo va !!!
(che il cenone è vicino ... e così ti porti avanti con il lavoro ...)

Mi compiaccio con me stesso per aver lasciato perdere, pur nella triste consapevolezza che, anche in questo periodo gli ansiosi sono sempre in agguato (e io che pensavo fosse tregua).
Per la cronaca, poi ci sono state 2 signore che mi hanno fatto gli auguri prima di scendere;
una goccia nell'oceano delle presenze a bordo ma che comunque dimostra, come uno zoccolo duro del senso civico, pur fortemente "debilitato", ancora resista.
Una mi ha detto:
"che il suo 2011 possa essere gioioso"
la parola gioioso, mi ha colpito, forse perchè non mi pare inflazionata come "felice, felicissimo, sereno, speciale, ecc, ecc" per cui la prendo in prestito, estendendola a tutti voi:

Che possa essere un gioioso natale.
auguri!

22 dicembre 2010

ma oggi c'è la neve





Le giornate di neve sono sempre un'avventura ...
Nell'ultima puntata di qualche giorno fa, la prima sfida tra i ghiacci con "il lungo" dove per lungo si intende lo snodato da 18 metri.
Succede che esco dal deposito, al mattino presto; non è certo nevicato molto, però a terra è ancora tutto bianco ...
mi immetto sull'asse attrezzato curvando a destra e quando vado a cercare nello specchietto la coda del bus:
Non c'è !!!
Rapida occhiata in quello a sx e ...
eccolà là, a briglia sciolta, che , complice la tipica pendenza delle strade verso l'esterno, scivola vicino al bordo della strada.
Fortuna la strada è ancora deserta, occorre guidare con un filo di gas e se possibile anche meno ...
Personalmente, in queste giornate li abolirei dalle strade, gli snodati, ma vabbè ...

Probabilmente avevano considerato che "l'emergenza" sarebbe durata giusto un paio di ore, come poi in effetti è stato.
C'è da dire che la neve rende alcune persone strane.
Arrivo al capolinea per iniziare il turno, apro mio malgrado la porta anteriore (un freddo boia) perchè vedo un tale che cammina verso il bus, questi si avvicina con passo malfermo al vetro e inizia a fare dei gesti incomprensibili.
(ma che vuole ?)
dal labbiale colgo uno sta - zio - ne
va - in - stazione - mi sillaberà lentamente

n-o-
(e lasciatelo dire ... ma si può essere così ?
Porta aperta, tra l'altro appositamente per te, costerà così tanta fatica spostarsi di lato, di un metro, e venire di fronte alla porta ?
Fare il gioco dei mimi dal vetro, non lo trovo affatto divertente ...
Tanto che, se anche ci fossi andato in stazione, per manifestare la "simpatia" nei tuoi confronti, stavolta mi sa che ti avrei detto che non ci passavo, comunque).


Di li a poco il primo vero "cliente", una donna che alle 06:50 del mattino riteneva fosse un'indecenza i marciapiedi ancora pieni di neve.
Una interminabile polemica (non è possibile ... si cade ... si rischia) mentre pensavo:
Cioè, ma dai tempo al tempo ...
Manco le strade sono pulitissime, figurati allora i marciapiedi.
Poi, considerata l'età difficilmente (ancora) da lavoro la domanda è sempre la solita.
Ma cosa cavolo esci a fare all'alba ! dove dovevi andare ?
Ma stai a letto che non rischi nulla !

La più bella della giornata però, è stata quella con le due megere fuori città.
Si perchè, ad un certo punto arrivano 2 tipe chiedendomi se l'abbonamento è valido:
"quale abbonamento ?"
"quello urbano"
"no, dovete integrarlo ... siamo fuori dalla città"
"ah e dove lo integriamo ?"
(mah ... prova dal macellaio)
"deve acquistarlo in una rivendita all'esterno"
"ah, dobbiamo scendere ?"
(evidentemente ...)

al che una prende il coraggio a quattro mani e si butta
"ma oggi c'è la neve"
"già, e quindi ?"
"beh ... dica mo' lei ... controlleranno anche oggi ?"
"non vedo perchè non dovrebbero"
"beh .. è freddo ... disagi ... lei per esperienza pensa che saliranno ?"
e lì, anzichè sperticarmi in spiegazioni (non lo so ... consideri che se controllano lei è in multa) ho guardato le due donne perplesso dicendo loro:
"magari anche no ... ma se dovessero salire, per favore non venite a lamentarvi poi ..."
Insinuato il terribile dubbio, in un attimo hanno prenotato la fermata e sono scese ...

Ste giornate di neve oltre ad essere un'avventura, devo dire sono anche molto formative ...
Se ne imparano ogni volta delle nuove

20 dicembre 2010

come i pacchi della signora Respighi




Prima di raccontarvi l'aneddoto di oggi, debbo fare la premessa ...
Faccio allora un passo indietro e torno alla mia precedente vita lavorativa.
All'ufficio marketing, operava la signora Respighi (cognome ovviamente di pura fantasia ... vi svelo solo che c'è un'omonimia con un altro grande musicista del passato) che era conosciuta da tutti in azienda, ma che soprattutto terrorizzava tanti colleghi delle spedizioni.
Ogni qualvolta preparava un pacco di depliant e di materiale pubblicitario vario, era sempre la solita storia:
I ragazzi andavano, prendevano in consegna i cartoni e da quel momento erano urla e improperi.

Il fatto è che sembravano tutto sommato ridotti nelle dimensioni ...
Poi quando li afferravi ti chiedevi se dentro ci fosse del piombo o della carta ...
30 KG e rotti in pochi centimetri quadrati appurati di persona ...
(una volta, per dimostrare che non esageravano, me ne fecero "apprezzare" uno ... mollato al volo prima che mi venissero 7 ernie contemporanee)

I pacchi della signora Respighi insomma, erano una specie di marchio di fabbrica su cui, passato il momento critico dello stoccaggio, si ironizzava spesso e volentieri.

Stamattina salgo su un bus da passeggero, in trasferimento.
Il mezzo è pieno e appena si apre la porta, vengo investito dalla conversazione infervorata di una giovane.
Il collega alla guida mi guarda alzando il sopracciglio, conto un trolley e 4 borse sportive (2 piccole e 2 medie) che in pratica ostruiscono quasi totalmente l'entrata.
La donna, lo impareremo dalle telefonate urlate (3 in un tragitto di 20 minuti scarsi) è diretta in sicilia ed è in ansia totale ...
sono le 9 e 05, deve prendere il treno alle 09:23 e ce l'ha con l'interlocutore a cui riattacca la prima chiamata scocciata.
"quanto manca alla stazione ?" mi fa girandosi di scatto
"15, 20 minuti" le rispondo
"non ce la farò mai !!!" è la sua risposta prima di girarsi dalla parte opposta.
Sorrido con il collega che, complice un po' di trambusto in fermata mi ringrazia ...
Chissà perchè, abbiamo già chiaro cosa succederà fino in stazione, della serie;
non ci fossi stato io se la sarebbe dovuta sorbire tutta lui.
Difatti, pochi minuti e suona ancora il cellulare
Altre lamentele poi a bruciapelo ...
"quante fermate alla stazione ?"
rapido conteggio mentale "sono cinque"
"non ce la farò mai !" stavolta rivolto a quello al telefono ...

Per farla breve, da quel momento in poi, la domanda verrà riproposta ad ogni fermata, tanto che cercherò anche di far capire sottilmente alla donna, la pesantezza del quesito ripetuto
("guardi ... direi che manca una fermata in meno di prima") ma la donna non coglierà ...
Un fascio di nervi fino in stazione e quel "non ce la farò mai !" ripetuto sistematicamente.
Ogni tanto l'occhio mi cadeva sull'ammasso di borse, mentre il sospetto iniziava ad insinuarsi.
Difatti, 09:22, il bus è finalmente in prossimità della stazione ...
E la donna sempre a bruciapelo:
"forza, mi deve aiutare ad arrivare al binario"

Forza ?
Mi deve aiutare ?
Mica sono un ferroviere io ...
Poi la cordialità, al solito, l'abbiamo lasciata a casa ?
(vienimi a dire che non ci stava in quelle capienti borse)

Declino gentilmente l'imposizione ...
io dovrei iniziare a lavorare da lì a qualche minuto
(fermo restando che considerata l'aridità ... avrei anche potuto iniziare un ora dopo ma non ci sarebbe stato verso ... eccheccavolo)
L'ansia è alle stelle, sono le 09:24 e il bus arriva in fermata, il treno è praticamente perso ...
Ho la malaugurata idea di acconsentire a "far scendere almeno le borse" (come da testuale richiesta) e non appena afferro il trolley ...
Il pensiero in un attimo corre alla signora Respighi.

Ora, come potevi pensare di arrivare in orario anche se ti aiutavo fino al binario ?
Ma manco con una squadra di facchini a disposizione ...
Solo per spostare sto trolley ci vuole un paranco !!

Rischio nuovamente le vecchie e care 7 ernie in un improvviso tuffo nel passato, ma riesco a posare fuori dal bus "il mostro".
La vedo, impacciata sul marciapiede che si guarda intorno e stavolta è proprio il caso di dirlo.

Un taxi no ?
ti portava sicuramente fin davanti all'entrata e poi chissà ...
magari tagliando per le viuzze secondarie arrivavi pure in tempo ...
mah, al solito, che gente ...
Almeno la signora Respighi era noto cosa mettesse nei suoi pacchi, era solo una questione di logistica confusa e/o azzardata ...
Ma qua, con cosa cavolo viaggiava nelle borse questa ?
(pentole ? stufette ? armadietti smontati ?)
E soprattutto, come avrà fatto ad arrivarci fin lì da sola ?
Non ce la farò mai ! (a capire)

17 dicembre 2010

una bella iniziativa ...


Che speriamo, non riguardi solamente i rapporti interpersonali di civile convivenza tra gli utenti, ma che sia estesa anche ai conducenti di bus.
Un vademecum è presto fatto:

Un buongiorno ed un sorriso sono sempre apprezzati;
se i vicini di casa non ti hanno fatto dormire, se il tuo capo non capisce una cippa e dopo tanti anni ancora non ti capaciti di come possa essere lì in quel ruolo, se invece o conseguenza la tua carriera non decolla, se non trovi il lavoro che vorresti e se all'esame hai fatto una figuretta.
Mica è colpa del conducente del bus ...

Se sei a centinaia di metri di distanza dalla fermata, evita di correre come un pazzo mandando a quel paese il conducente che, nel frattempo, per non invecchiare nell'attesa, è ripartito;
Non era l'ultimo mezzo pubblico della giornata, ne passerà senz'altro un altro a breve
(e se domani vuoi prendere proprio quello che ti è sfuggito oggi ... organizzati per tempo !!!)

Se il conducente fa una brusca frenata, prova a capire il perchè prima di dargli dell'incapace.
Scoprirai senz'altro che gli incapaci sono altri e che lui, anzi, ha evitato guai maggiori
(e ricorda che i sostegni sui bus, li mettono per aiutarti ... e non fa anziani attaccarsi).
Allo stesso modo, se il bus fa ritardo, prova a pensare cosa va in tasca all'autista per quello:
Nulla ... genera solo lamentele, maleducazione, e mugugni altrui.
Ancora convinto la colpa sia sua e/o lo abbia fatto apposta ?

Se malsopporti gli autisti al cellulare ...
tu pensa, loro, quante, inutili, telefonate, fiume debbono sorbirsi ogni giorno.
(e per fiume, leggasi il corso d'acqua pre alluvione ... della serie, mica mai con quel fiume, si intenda un periodo estivo di siccità).
Come dire, giusto metterla sulla sicurezza e sulla concentrazione che vengono a mancare quando l'autista è al cellulare ... ma lo stesso avviene quando è costretto a perdere l'udito a causa di quello che gli urla praticamente da un capolinea all'altro, a fianco.
(Parlare ad una distanza ragionevole dal posto guida, sarà poi aspettarsi troppo ?)

E se pigli la multa perchè sei senza biglietto ...
non fartela con il mondo intero attaccandoti anche al fatto che i bus sono sporchi, non sono mai in orario, che l'autista è trasandato, ha la barba lunga e che innegabilmente non lo fa nessuno il biglietto.
Non c'entra nulla tutto questo, stavolta hanno beccato te, l'azienda trasporti e i suoi dipendenti non sono cattivi, e non perseguitano nessuno ...
fanno solo il loro dovere e per questo andrebbero rispettati.
(se ti contestano un'infrazione ... dovresti pigliartela solo con te stesso)

Ovviamente potrei continuare per ore, con esempi su esempi, in generale invito a riflettere senza reagire d'impeto ...
Il classico contare fino a 10 ...
Perchè chi sta al volante non è ostile e manco si diverte a creare disagi ...
Ha l'onere (l'onore?) di svolgere un servizio e udite, udite, cerca ogni giorno di svolgerlo al meglio ...
Ma alla fin fine, trattasi di una persona normale che una volta finito il turno di lavoro, si confonde tra la gente della sua città ...

Per quale motivo allora non dovrebbe meritare la stessa credibilità e lo stesso rispetto che si concedono ad una persona qualunque ?

15 dicembre 2010

aveva provato lui ...



Oggi, un piccolo assembramento alla obliteratrice ...
Il messaggio di errore echeggia secco;

1 volta ...
2 ...
3 ...

Arrivano i 2 tipi che stavano tentando di convalidare il biglietto e uno dei 2 inizia con la solita "tirata"
(non marca, non funziona, non va, che facciamo)
provo a spegnere e a riaccendere il dispositivo che è un must che fa tanto professional ...
a dire il vero, ho il forte sospetto non serva quasi mai a nulla ma vabbè, se non altro nessuno potrà poi dire che l'autista non è stato disponibile.
Invito a riprovare e stavolta controllo dallo specchietto.
Uno dei due inserisce più volte, ancora senza risultato, il biglietto, mentre l'altro si limita ad essere il portavoce delle lamentele ...
"vede ? non lo prende ..." dice l'uomo che si limita ad osservare le prove dell'altro.
"ma siete insieme ?" ribatto
"no"
"lei ha provato ? provi anche lei con il suo"
titubante e forse pure un po' tremante inserisce il ticket e magia ...
ecco la convalida ...
imbarazzo e l'affermazione per discolparsi:
"beh, aveva già provato lui, credevo non funzionasse"
poi via che scompare tra gli altri passeggeri mentre il compare improvvisato, provava, inutilmente, a timbrare anche il suo ...

Mah, sta gente ...
ma cosa significa, aveva provato lui ?
tu sei tu ... che c'entra lui, mica vivete in simbiosi ...
non vi conoscete neppure di vista, se il suo biglietto non funziona, questo nn significa che così sia anche con il tuo ...
Almeno fai finta di provarci con la pantomima del non inserirlo con decisione ...
non te lo avrebbe timbrato cmq e almeno ci avresti fatto una figura diversa
(cioè, stai a vedere che tocca suggerire i trucchetti x evitare una marcatura, ora)
cosa non farebbero pur di conservare la timbratura viaggiando a sbafo ...
sono quasi certo che ce ne siano tanti che proprio lo sperano, l'imprevisto.
Si sprecano mediamente ogni giorno soldi in cose futili/evitabili, ma vuoi mettere risparmiare quell'euro di una corsa ...
(andar bene mette di buon umore e fa "girare" la giornata ... le persone sono davvero bizzarre a volte ... altro che le riflessioni semiserie di un autista ;-)))

13 dicembre 2010

alla ricerca del bus perduto



Magari, almeno una volta, qualcuno di voi se lo sarà chiesto:
Ma come funziona al mattino l'assegnazione dei bus ?
Diciamo che è tutto molto semplice, uno schema di fogli detto grafico dove sono riportati numero del turno, della linea e orario di uscita, a cui vengono abbinati il numero del bus assegnato e il parcheggio dove trovarlo ...
Stamattina mi annoto il numero del bus, ma l'apposito spazio in cui viene indicato il luogo esatto dove si trova all'interno del deposito ...
è bianco.
Mi rivolgo ai garagisti;
eh sì, perchè una delle frustrazioni più grandi, soprattutto d'inverno è percorrere in lungo e in largo il deposito per poi scoprire che il bus non è là dove era segnalato ...
Così tocca rifare tutto il percorso a ritroso, domandare lumi e ritornare a cercarlo ...
Il più delle volte lo si trova nei paraggi e pare incredibile non averlo notato, ma si sa, al mattino presto mica si è reattivi come la sera ...
Questo tra l'altro, significa essere presi un po' in mezzo da colui che ti fornisce la "dritta giusta", così, oltre alla fatica del (doppio) percorso, si accumula la rabbia verso se stessi per non aver verificato con cura ...
Stavolta però non è indicato nulla per cui "la figuretta" è scongiurata a priori ...
Anche a loro il bus non risulta segnalato in alcuna zona del deposito e a quel punto parte la ricerca visiva ...
Che, per velocizzare i tempi, avviene a bordo di un altro bus.
La scena è quasi grottesca:
Stiamo cercando un bus, percorrendo con un altro bus le fila dei piazzali, all'alba di un gg qualunque ...
Il fatto è che non lo troviamo (!!!) e, complici alcune sostituzioni dell'ultimo momento (bus che non si avviavano), i mezzi a disposizione sono ormai pochissimi ...
Gli altri rimasti in ufficio intanto hanno fatto delle verifiche, così apprendiamo che il bus non è in quel deposito ma in un altro ...
Come sia finito nel grafico è mistero degno del miglior Hitchcock, ma vabbè, quando si lavora capita di sbagliare
(e visto che il grafico viene composto alle 2-3 di notte ... è la conferma lampante che non sono solo gli autisti a prendere fischi per fiaschi al mattino).

L'importante diventa trovare una soluzione e così, mi viene assegnato uno degli ultimi bus disponibili ...
uno snodato.

Tutto e bene ciò che finisce bene, anzi, l'inconveniente è venuto buono per "punire" i soliti ragazzotti che vanno a scuola ...
Che come ogni mattina, mica salgono sul primo bus che passa:

Macchè ...
devono sempre aspettare gli ultimi mezzi che transitano per arrivare a scuola comunque in tempo utile (e uno, sarebbe poi il mio).
Il risultato, facilmente immaginabile è un mezzo da 12 metri stipato all'inverosimile, quando quelli che erano passati 5-10 minuti prima, magari da 18 metri, erano tristemente vuoti.
Che farci del resto, mica si possono obbligare a salire sugli altri bus ...
Difatti, stamattina, vedendo arrivare un mezzo da 18 metri mica si sono mossi.

La convinzione, confermata a voce alta da qualcuno è stata:
"dai aspettate, tanto passa quell'altro corto tra un po' ..."

Si, si, aspettate ...

Qualche bus prima o poi passerà, ma oggi mi sa che arrivate a scuola in ritardo e chissà se da domattina imparererete a salire sul primo che passa ...
Intanto, ce ne fosse stato bisogno, ecco la conferma che anche gli studenti al mattino non sono troppo svegli ...
Sono 2 settimane che sono su quella linea alla stessa ora, ma evidentemente ...

Trovano più semplice riconoscere la tipologia del bus ...
(e contenti loro ...)

9 dicembre 2010

che facciamo, li puniamo ?

Ieri leggendo questa lettera, apparsa su un quotidiano locale, mi sorprendevo ad essere per una volta, in totale accordo con lo scrivente:

La gente che non rispetta le regole e sale/scende da ogni varco ...
Il confronto con gli altri ...

Poi arrivato a metà, ecco il solito fine:

Poteva mai essere possibile che per una volta, non vi fossero critiche all'azienda trasporti, ma solo agli utenti ?
Figurarsi ...
Infatti, se le persone non hanno il senso civico, non è mica colpa loro ...
No, la responsabilità (grossa, sic) è dell'azienda trasporti che non fa nulla affinchè le regole siano rispettate ...
Chiederei a sto personaggio cosa si dovrebbe fare allora:

L'autista dovrebbe chiudere, chi non rispetta correttamente ingressi/uscite, tra le porte ?
(uhm ... che a dire il vero a volte capita ... ma non ho mica notato l'inversione di tendenza)

Dovrebbe alzarsi e inveire con forza contro chi manca di senso civico ?
(uhm, che a dire il vero capita ... e in quei casi hai la quasi matematica certezza di beccarti un reclamo ... e ovviamente "quello cattivo" sei sempre tu)
Magari potrebbe elargire qualche buffetto educativo
(della serie quanno ce vo, ce vo) ?
O forse, bisognerebbe istituire squadre apposite dotate di manganelli a vigilare, alle fermate affinchè tutto si svolga come da regole ?

Mi viene da pensare che chi scrive utilizzi davvero poco il bus nella sua città.

Se così non fosse, magari avrebbe notato che tante volte, gli autisti si ribellano alle persone che non seguono le regole, vuoi che sia chi sale/scende dalla porta sbagliata, piuttosto di chi accede con il passeggino aperto sul bus dove lo devi chiudere ...
Ma cosa ottengono ?

Solitamente nulla, qualche volta anzi è un buon modo per innescare una discussione dove, quasi sempre, (e non certo a ragione) passano dalla parte del torto ...
Ecco che allora dopo qualche tentativo, uno, per il quieto vivere, lascia anche correre.

Secondo me, fondamentalmente, le regole o sai rispettarle oppure no ...

Altrove infatti le cose funzionano perchè le persone sono prima di tutto coscienziose ...
Non esiste proprio che la maleducazione e la mancanza di senso civico, siano conseguenza di mancati controlli sui comportamenti ...
a ragionarla in questo modo, aspetta e spera che l'anarchia scompaia ...

(e ogni qualvolta non ci sarà chi controlla, ricomparirà più caotica di prima)

6 dicembre 2010

solite cose



Oggi, devo dire non è capitato nulla di curioso e soprattutto di inedito ...
Sì, certi, ricorrenti episodi, non sono mancati, come quella che assolutamente doveva salire con la carrozzina aperta sul bus che non era predisposto ad accoglierla;
una fermata interminabile ...
il bambino che ondeggiava paurosamente dentro a quell'arnese issato a mezz'aria dalla madre e dai soliti collaboratori improvvisati, che anzichè redimere, si rendono sempre complici delle scemenze ...
Difatti, quando ho polemicamente fatto presente che, sul quel genere di bus, le carrozzine dovrebbero essere chiuse, nessuno mi ha neppure lontanamente fumato.
Ma vabbè, così va in sto paese, dopo un po' a cotanta ritrosia verso le regole ti ci abitui ...
(fai l'autista, mica il moralizzatore, stile iene).
Noto infatti, che le richieste di salire al semaforo sono in aumento costante, quindi se devo commentare un fatto accadutomi oggi, cito la nonna che ho, mio malgrado, fatto salire ...
Da lontano, eccola scattare verso il bus fermo al semaforo, poi arrivata tutta trafelata davanti alla porta mi guarda insistentemente.
Impietosito dall'età e dal freddo pungente, apro, facendo però presente che la fermata era là, 100 metri più indietro (come dire, era stata regolarmente effettuata).
Risposta:
"evvabbè, dopo l'impegno che ci ho messo nella corsa, che faceva, non mi apriva ?"
Boh, non ho capito il nesso impegno nella corsa = apertura porta obbligata ovunque ci si trovi, ma onde evitare di richiudere improvvisamente la porta con la nonna in mezzo, ovviamente, ho evitato di rifletterci su troppo.

Certi scatti felini sempre più ricorrenti e in età avanzata, mi fanno fare dei pensieri curiosi:
Per curare le artriti e i vari acciacchi dell'età, forse, tante volte, basterebbe giusto un bus ...
In partenza e da prendere al volo:
Sono sempre tutti così agili quando stai per ripartire ...
L'effetto (placebo ?) insomma di sicuro non mancherebbe.

3 dicembre 2010

la via laterale



Oggi, una tipa mi chiede se il bus passa per via taldeitali.
Panico ...
Mai sentita in vita mia, comincio a pensare dove si possa trovare, mentre la donna mi guarda.
E' uno di quei casi in cui occorre estorcere delle informazioni ...
Si perchè, mediamente, mica ti aiutano ...
Buttano là un nome e tu dovresti essere il satellitare guidato dal gps, che inizia ad indicare le vie da percorrere, le distanze dalle svolte, ecc, ecc, fino alla destinazione finale.
Parto dal presupposto che il bus di sicuro non la percorre e le chiedo se conosca almeno la zona dove si trova, magicamente, ecco che salta fuori che è una laterale di una lunga via che porta in zona fiera.
"vabbè signora, io percorro la via principale fino alla fiera poi svolto a dx, guardiamo se la vediamo".
La via non appare e pian piano arriviamo al punto di svolta:
"deve scendere alla prossima"
"qui ? ma la via non l'abbiamo ancora trovata !"
"eh, ho capito, ma il percorso è questo ... chiederà a qualcuno dove si trova esattamente e la raggiungerà a piedi"
"ah, vabbè"
e mentre mi fermo, ecco sbucare dalla borsetta un tuttocittà ...
rapida occhiata:
"sì ok, non è lontana" ed è scesa ...

Ora, a parte che non si capisce mai se siano proprio così o se si divertano
(ma cosa significa non l'abbiamo trovata ? i bus mica percorrono le città via per via, spesso arrivano in prossimità di un determinato punto ... e lì bisogna sbattersi un po' a cercarlo, sennò ci sono pur sempre i cari e vecchi taxi eh), viene da chiedersi:
ma prenderlo fuori SUBITO tuttocittà, come sarebbe stato ?
(vista la velocità di orientamento, viene anche da pensare che sapesse già, dove la via si trovasse ... allora perchè chiedere ?)

Soliti, misteri, quotidiani ...


P.S.
in foto, sopra al modello del furgone (Renault Trafic) il proprietario ha pensato di aggiungere due parole.
Risultato "Aje dal trafic", espressione dialettale, che significa "c'è del traffico"

Automobilisti buontemponi ...

1 dicembre 2010

maltempo & manifestazioni


Giornate difficili ...
bastano 2 dita di neve per fare andare il traffico in tilt e la conseguente considerazione, diventa d'obbligo:

Ma se non siete capaci, state a casa !!! (o prendete il bus)

anche se poi, vabbè, in questo paese di santi (che, ormai è fatto accertato, sono anche gli autisti di bus), poeti navigatori (e orgogliosi automobilisti) chi è che si riconoscerebbe inadatto a guidare in determinate condizioni ?
Ovviamente nessuno e infatti i risultati poi sono sotto gli occhi di tutti ...
Stamattina mega ingorgone delle 8, ogni strada era bloccata ...
una importante via di accesso alla città era praticamente paralizzata.

Paura di scivolare su quel millimetro di ghiaccio ?

Probabile, unito al fatto che quei miti dei genitori dovevano accompagnare le creature in auto fin davanti all'ingresso della scuola, sai mai che verso sera, comparisse un velo di ossidazione sulla pelle dei ragazzini;
il serpentone di auto invadeva il parcheggio della scuola e sia in entrata che in uscita, bloccava la normale circolazione.
Veniva quasi il dubbio che, la via principale, fosse stata deviata all'interno di quel parcheggio, perchè ovviamente, uscendo, erano pochi a rispettare le precedenze.
Nonostante le 4 (quattro) linee di bus che fermavano esattamente davanti alla scuola, i pargoli erano da portare di persona, oggi ...
E si sa come l'ansia da ritardo al lavoro, generi poi manovre al limite dell'assurdo.
Intanto molti bus erano costretti ad interminabili code che avrebbero generato i classici ritardi ...
Che al solito sono colpa dell'autista del bus ...
Sentito, tale al telefono dire:
"sì sono sul bus, sono in ritardo ma non per colpa mia ... l'autista è arrivato lungo stamattina"
Che bastava guardare dal finestrino, per capire come la colpa fosse di tutti meno che sua ...

Non bastassero meteo e traffico, in questi giorni, ci sono pure un sacco di manifestazioni a creare il caos.
Non fraintendetemi, non ce l'ho con chi manifesta (siamo in democrazia, giusto così, finchè resta un diritto ...) quanto piuttosto con chi utilizza il bus.
Anche in questi casi, mica capaci di guardarsi attorno, macchè ...
Tanti davvero non si capacitavano di quei ritardi (!!!) scaricando, di fatto, le colpe, ancora una volta, su chi i bus li guida.
Ieri ho pure questionato "via vetro" con una tipa ...
Pretendeva mi fermassi a caricarla, anche se là dove si trovava, per la mia linea non era prevista la fermata.
Complice un maledetto semaforo rosso, mi sono beccato pure degli insulti, non capiva quel mio non voler aprirle la porta:
"in una giornata come questa dovreste caricare le persone, senza fare tante storie, vergognatevi !"
Per una volta però non ho ribattuto nulla ...
A polemizzare si rischiava di infervorarsi troppo (senza ovviamente ottenere risultati) e non è bene, in casi come questo.
La magra consolazione allora è stata ripartire, lasciandola arci giustamente a terra e senza vergogna alcuna ...

Le regole valgono anche in giornate difficili, sennò che facciamo ?
Iniziamo anche ad improvvisare i percorsi per le strade meno trafficate ?
Facciamo carico scarico direttamente sotto casa ?
Vai a chiedere al pilota dell'aereo di salire mentre sta rullando sulla pista ...
(quando si ferma a fondo pista, mentre aspetta l'ok dalla torre di controllo, se buttasse la scaletta si farebbe veloce veloce ...).

E' passato un solo giorno e tocca farsi coraggio:
dicembre è storicamente un mese difficile ...