considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

30 marzo 2011

precedenze


Un segnale di dare la precedenza si trova a breve distanza dalla strada che può vantare per l'appunto, un diritto di precedenza. E' importante rallentare o, in caso di necessità fermarsi, dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra e da sinistra (E POI) superare l'incrocio velocemente ...

Ecco, io credo che giungendo ad una rotonda come quella in foto, la moltitudine di coloro che sopraggiungono dal braccio laterale che va ad immettersi nel flusso rotatorio, ricordino solo quel superare l'incrocio velocemente. Non si capirebbe sennò perchè mai ogni volta, anzichè frenare accelerino ... Forse sono rimasti fermi a 20 anni or sono; quando iniziai a guidare io, chi giungeva dall'esterno, aveva la precedenza su chi viaggiava già in rotonda, ma poi, devono aver dedotto che i rischi di scontri in "stile palla da bowling / birillo" erano altissimi ed hanno cambiato le regole.

Alcune settimane fa, con la coda delllo snodato, ho pelato un tipo che si immetteva senza darmi la precedenza ... Diciamo che la coda pareva un pendolo e deve essere passata davvero vicina al cofano dell'auto se è vero che al semaforo quando mi ha affiancato era un tantino sbiancato ... Mi ha solo guardato senza proferir parola, mentre io quasi mi sentivo un po' in colpa per la manovra che era stata perfetta (e punitiva) ben al di là delle reali intenzioni ... Ieri invece, ho percorso una rotonda senza particolari intenzioni punitive ma proseguendo deciso e senza tentennamenti al momento di incrociare l'immissione laterale. Beh, il tale del furgone mi ha suonato dietro il clacson inviperito e passandomi a fianco mi ha pure mandato a quel paese.

Precedenze, queste sconosciute ... (Che poi mi è venuto un dubbio ... ma all'estero esiste il dare la precedenza o c'è più che altro lo stop ? direi questa seconda e comunque si sa, qui da noi "il cavillo" per favorire l'interpretazione personale non manca mai ...)

28 marzo 2011

cordialità


Se c'è una cosa che mi piace nei rapporti tra autisti è che ci si saluta indipendentemente dal fatto che ci si conosca o meno.

Incroci il/la collega e gli fai quel ciao ciao con la manina, ricambiato, che fa tanto rispetto e appartenenza. A volte ci scappa pure un sorriso e chi meglio di chi fa il tuo stesso lavoro può capirti, poi chiaramente, c'è anche chi, cascasse il mondo, non ti fa un cenno manco morto;

lo vedi sfilare quasi schifato, mani ben salde sul volante, quasi un saluto, anche alzando il solo sopracciglio, avesse un costo esorbitante, ma vabbè ... Non siamo tutti uguali per cui, capita ... Personalmente, trovo ben peggiori, coloro che ti considerano solo in base alla situazione e qua vado a spiegarmi.

Succede che se li incroci per strada, non ti considerano minimamente, la manina non si agita mai e il massimo che possono concederti è un ciao arido e stiracchiato, solo dovuto e per nulla sentito, se proprio ti incrociano de visu ... Eppure: Metti che stai andando verso il centro chiacchierando del più e del meno con una collega ... Ecco in quei casi, Magia ! La stessa scostante e distaccata persona che pareva non vederti, all'improvviso si trasforma ... Loquace, ciarliero come non mai, inizia a ridere alle tue riflessioni e a far da spalla interagendo convinto agli eventuali commenti.

... Cosa non si farebbe, pur di intrufolarsi nel dialogo con una donna ...

Ne parlavo giusto qualche tempo fa con una collega e lì, miracoli dell'universo femminile, ho imparato che una gonna, indossata al posto di un pantalone, smuove "la parlantina" di questi individui a livelli da record ... Salvo precipitare all'afonia nel caso poi non venga dato riscontro agli immancabili apprezzamenti ... Prima che voi donne mi scriviate "perchè stupirsi, voi uomini ... i soliti ..." vi dico che ovviamente sono dalla vostra parte ... Se uno è in tenera età magari lo giustifico in sti comportamenti, sian stati ragazzi tutti del resto, ma alla soglia del mezzo secolo di vita, mettere in relazione un dialogo, con il sesso e magari pure l'avvenenza di chi si ha di fronte, secondo me è da trogloditi.

Eppure capita ... Giusto oggi, il collega lanciato verso le 50 primavere, che era stato così amichevole qualche tempo fa a far gruppo con me e la collega di cui sopra, ha fatto serenamente finta di non vedermi ...

Ovviamente sopravviverò sereno pure io, il detto dice "meglio soli che male accompagnati" e da certi personaggi ... che Dio ce ne scampi ... Poi volendo, potrei citare anche un universale modo di porsi, nel senso che accade in ogni realtà lavorativa (o almeno, a me è capitato di trovarli in tutte le mie varie esperienze); quelli che sul lavoro ti ignorano bellamente sempre e comunque, poi magari al supermercato, o comunque in giro, fuori dall'orario di lavoro, ti sorridono e cercano il classico "attaccar bottone" a tutti i costi che tu pensi: "ehm ... in una vita lavorativa mai 1 parola e adesso fai l'amicone prezioso ?" Misteri ... (la gente è mediamente strana ... mica solo quelli che il bus lo prendono, anche chi lo guida ... ma non solo)

26 marzo 2011

gli italiani non leggono (e mai ce la faranno a farlo)



Eccoci di fronte all'emettitrice di bordo.

Sono indicate le monete che vengono accettate, viene indicato che la macchina non eroga il resto ...
E sopratutto viene riportato il costo del biglietto orario:

€ 1.50

Sarà dunque tutto chiaro ?

Figurarsi ...
almeno una volta a settimana e sottolineo quell'almeno, perchè in realtà sono ben di più, arriva il tale a chiedere lumi ...
Stamattina l'ultima in ordine di tempo, una giovane donna che con la faccia a metà tra lo stupito (come mai ?) e il fiero/andante/orgoglioso (ah, non è mica colpa mia, io la moneta l'ho messa ma non funziona...) mi dice:

"Ho messo un euro, ma non mi ha dato il biglietto ..."
I primi giorni ero cauto, spiegavo con pazienza, che i prezzi erano aumentati e invitavo all'integrazione risolviproblema, ma dopo 2 mesi mi sono anche un po' rotto di sta gente che non legge mai, così son diventato diretto:
"metta anche i restanti 50 cent, vedrà che poi esce"
Di solito, si vergognano silenziosamente e senza aggiungere altro, consapevoli della sbadataggine, se ne vanno, ma quella di stamane era un po' "de coccio":
"sono aumentati i biglietti ?" (sorridendo impacciata)
"già e da 2 mesi ormai" (pensando ... cosa ci sarà da ridere ?)
"ah, ma guarda ..."

C'è ben poco da vedere ...
sei tu che devi guardare di fronte a te la prossima volta, anzichè inserire le monete con la testa tra le nuvole ...
Consiglio all'azienda, l'implementazione di voce elettronica nell'apparecchio che dopo 5 secondi dall'introduzione della prima moneta da un euro, mentre la persona si sta già avviando verso il posto guida, esclami, in tono grave:
"Dove stai andando ?
Prego, introdurre prima i restanti 50 centesimi !!!"

24 marzo 2011

non potevi aspettare ?


Questo mini post sarebbe da twitter non fosse che 140 caratteri sono davvero pochi e non avrei dato il senso dell'accaduto ...
Oggi sto percorrendo un senso unico abbastanza stretto, nel centro cittadino.
All'orizzonte vedo il solito furgoncino che stavolta, anzichè essere, al solito, in mezzo ai piedi ...
E' in mezzo ai piedi e oltretutto sta facendo una retro
(ma ormai si sa ... "oh, LORO devono lavorare")
rallento per capire cosa cavolo sta elucubrando la mente di colui che lo guida.

5 ...
10 ...
15 ...

dopo circa 20 metri di retro ci "raggiungiamo", tra l'altro in uno dei pochi punti della strada dove il transito seppur con difficoltà è possibile ...
Son li che penso come cavolo si fa a percorrere oltre 20 metri prima di rendersi conto di aver passato il civico giusto e mentre lo specchietto sfiora il bus, "il fenomeno" mi guarda ingastrito ...
labbiale:
"non potevi aspettare ? vaffanculo idiota !"
(ovviamente l'esclamazione finale era particolarmente leggibile)

Bah
fai una manovra del genere e poi insulti me ?
(io, se il tema portante della discussione è "l'essere idiota", azzarderei un po' di autocritica ...)
che poi avrei voluto capire dove e come avrei dovuto aspettare ....
ah forse ci sono, sui viali, fuori dalla antica porta di accesso al centro storico ?
(magari avvisami via sms la prossima volta che fai una consegna in pieno centro)

Pensare che io, inguaribile ottimista, mi dico sempre che avendo toccato il fondo ormai da tempo, alla voce rispetto, degli altri e delle regole, non possiamo far altro che migliorare.

Tze ...
mi sa che c'è già chi ha cominciato a scavare (sul fondo) alla ricerca di nuovi primati ...
In certe situazioni c'è mica alternativa:
ci vorrebbero giusto le lame laterali alla "Grease" per educare ...
(furgoncino affettato a metà come un panino ... chissà che poi la prossima volta non ragioneresti prima di agire)

23 marzo 2011

allucinazioni



Lo scorso week, super mega fiera della cosmetica.
Quasi 200 mila presenze in 4 giorni a testimoniare che, crisi o non crisi, i denari per partecipare a queste manifestazioni del superfluo, non mancano mai.
Traffico cittadino in certi momenti della giornata al collasso, che guardi sti stravaganti personaggi in spasmodica attesa di raggiungere quella che pare una terra promessa e pensi:

Ok, gli addetti ai lavori, ma tutti gli altri cosa vanno a fare ?
Che poi, un giorno mi piacerebbe qualcuno mi spiegasse la differenza tra una crema idratante che si acquista al supermercato e quella superproagenutrienteringiovanentesvecchianteiperriparante del noto stilista di cosmesi, che si trova a prezzi folli nelle profumerie ...
(così a naso vien da dire, ha un profumo sicuramente più gradevole e una confezione accattivante ... certo e poi ?)

Passata la zona calda, arrivo ad una fermata ubicata in un quartiere cittadino, ben lontano dal marasma generato dalla fiera.
Salgono 4 tipe e dai dialoghi è subito evidente che devono andarci, in fiera, ma che si sono perse.
Non sono della città, un forte e gradevolissimo accento toscano e la domanda è come cavolo hanno fatto, presumibilmente dalla stazione, ad arrivare fino a lì ...
Possibile abbiano confuso la linea 35 con la 25 ?
il sospetto, all'inizio improbabile, diventa pian piano certezza:

"Scusi, dobbiamo andare in fiera, che bus dobbiamo prendere ?"
"arriviamo alla stazione, poi 35 o il 38"
"no il 35 no, è quello che abbiamo preso appunto dalla stazione e che ci ha portato fino a qui"
"veramente il 35 da qua non passa ... forse l'avete confuso con un 25"
"impossibile"
"..........." (con occhiata incorporata ... "fidatevi va")
"sarà stato il suo collega che ha cambiato il numero"
"beh, come no ..."
"era un 35 siamo sicure in 4"
"scusate eh, ma mettiamo abbiate davvero incontrato un collega burlone che si diverte ad inventarsi linee random ...
ma nessuno oltre voi andava in fiera su quello che era il bus che va alla fiera ?
Eravate solo voi 4 in fermata
..."

Se ne sono andate in silenzio e pure scocciate perchè figurarsi se le ho convinte ...
Mi avranno mandato un sacco di improperi nonostante l'evidenza dei fatti.
Le persone che continuano ad insistere nonostante un palese abbaglio, davvero non le capisco;
arrivano a metterti persino in imbarazzo mentre tu pensi:

Ma siete davvero così o fate uso di sostanze dopanti ?
ma cosa costa ammettere ci siamo sbagliate ?
bah, probabilmente ben disposte a scialacquar denari in creme miracolose anche queste ...
Una sana ammissione di colpa invece, costa sempre troppo ...

21 marzo 2011

poliglotta


L'altro giorno, mentre sto effettuando il mio turno di lavoro, sale un collega.
Iniziamo a parlare, vero e proprio rito ...
Sì perchè in questo lavoro è quasi da prassi che il conducente/passeggero, si avvicini al conducente in servizio e si inizi a chiacchierare ...
Poi vero che la maggioranza parla sempre e comunque di lavoro (a che ora hai iniziato ? a che ora finisci ? che turno hai domani ? e il prox mese ?) però, di tanto in tanto, se ne incontra qualcuno che propone discussioni interessanti ...
Quello di oggi, pareva uno di quelli, non ha attaccato parlando dei soliti turni, si è buttato invece sulle sue precedenti esperienze lavorative.
... Inoltre pareva quasi in grado di leggere nel pensiero.
Succede che, mentre attendo alla fermata attigua al semaforo che scatti il verde, con la porta aperta, una signora sta passeggiando avanti e indietro mentre parla al cellulare.
Non è italiana, dall'inglese direi che è americana ...
Mica perchè ci capisca qualcosa, figurarsi, considerando la velocità di pronuncia capterò il senso di una parola su 5, il fatto è che trovo l'inglese degli americani, particolarmente musicale, ed ogni volta che ne sento uno parlare, resto affascinato e penso quanto sarebbe bello saper sciorinare (*) un inglese così fluente.
Il collega che evidentemente doveva aver fatto più o meno la stessa riflessione, mi dice:
"mi piace l'inglese degli americani, bello da ascoltare e soprattutto, semplice da capire ! non trovi ?
Io ho capito ogni parola di quanto ha detto quella donna !"
E lì, dopo aver ammesso con un po' di imbarazzo che io, non è che avessi capito proprio tutto (anzi), ho convenuto sul fatto che era piacevole ascoltare un americano parlare.
Poi i discorsi hanno vagato ...
l'immancabile paragone sul lavoro attuale e su quello che si faceva prima, poi, non so bene come, siamo arrivati al weekend e alla festa del venerdì sera a cui lui doveva partecipare, un "magic friday" o qualcosa del genere ...
e all'improvviso, l'esternazione di quel suo interrogativo inquietante:
"Ma friday ... sta per venerdì, no ?"

Azz ...
e pensare che qualche minuto fa, pensando al tuo inglese, ti avevo quasi invidiato
(il mio è very very very (verissimo) poor ... però alla voce giorni della settimana, non ho mai avuto dubbi eh ...
mi sa che le racconti, anche, un po ...)

(*)
a proposito di dialoghi sul bus, giusto stamattina un tale mi voleva "sciolinare" i nomi delle vie di una tal zona cittadina
(frase esatta: "se vuole le posso sciolinare i nomi di tutte le vie ...
abito lì fin da bambino)

Dai va, la sciolina tienila in cantina, che tornerà utile il prossimo inverno ...
Ormai è primavera ...
e io spero non nevichi più per quest'anno.

20 marzo 2011

bus award 2637



Dopo molto tempo, un nuovo bus award:
Erano passati molti mesi, forse addirittura più di un anno dall'ultima volta che ne avevo guidato uno, poi in questo ultimo mese, casualità del servizio, in pochi giorni ne ho già guidati diversi.

BredaMenariniBus 240 a combustione Ibrida (motore diesel + batterie)

... detto anche nello slang tra colleghi, "brivido"
All'inizio avevo pensato fosse una battuta per assonanza delle parole, ma poi pensandoci, effettivamente quando sei alla guida, soprattutto alle prime frenate, un qualche brivido viene davvero;
diciamo che la caratteristica marcata di questi mezzi è il retarder
(che lo ricordo, è quel dispositivo che rallenta la corsa del mezzo prima che intervenga la frenata vera e propria) ...
Che ha un impatto molto forte alle basse velocità ed è invece quasi assente quando sei lanciato.
Come dire che, dopo la prima "puntata" nel traffico, notati i mugugni e le occhiate non proprio amichevoli di chi sta a bordo, stai attento e ti riprometti di frenarlo con la pressione delle unghie, salvo scoprire che quando fili spedito, occorre invece affondare senza remore il piedone.

Il mio pensiero è che se quando guidi, occorre pure pensare al "come guidare" sei a bordo di un mezzo non proprio sensazionale
(anzi, probabilmente il contrario).
In questo caso però faccio uno strappo alla regola ...
Sarò strano, ma trovato il giusto feeling, io con sta tipologia di mezzi mi sono sempre divertito ...

17 marzo 2011

antidoping


Tutto cominciò qualche anno fa, un autista di bus (mi pare a Roma) investì una persona e venne trovato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti ...
L'indignazione, la rabbia, il dibattito e poi, come spesso accade in certi eclatanti casi, il provvedimento.

Gli autisti di bus (ma non solo ... credo anche coloro che muovono ad esempio i carrelli elevatori in una azienda qualunque) devono sottoporsi a un test specifico per escludere l'utilizzo di droghe.
Qui da noi, funziona che con un preavviso di una giornata, ti devi recare, l'indomani in un poliambulatorio cittadino, pena, in caso di mancata presentazione senza uno straccio di giustificazione, la sospensione con effetto immediato dal servizio.
Ovviamente ci si va fuori dall'orario di lavoro, l'azienda riconosce un'ora di rimborso che, francamente è pochino; il poliambulatorio è sì in centro, ma in una zona non troppo battuta, così, tocca adattarsi ...
Anche in caso di giustificazione per non presentarsi (che so, magari uno si ammala), del resto toccherà adattarsi ... e ben di più.
Sarà poi necessario sottoporsi a tre controlli, nel giro di un mese e questo, credo renda l'idea di quanto sia importante essere presenti onde evitare "persecuzioni".
Tutto giusto e lecito, per carità, la sicurezza è la sicurezza e difatti al solito, in sto paese, si è passati dal nulla (di un paio di anni fa) alla rigidità assoluta e insindacabile (attuale), mai che ci sia una via di mezzo e per me, in questo caso, quella via potrebbe essere innanzitutto e semplicemente una autocertificazione con conseguenze penali in caso di falsa dichiarazione.
Poi certo, i controlli sarebbe comunque necessari, mi rendo conto che "fidarsi è bene e non fidarsi è meglio", però a quel punto, potrebbero essere fatti in orario di lavoro come secondo me, sarebbe giusto fosse.
Direte:
"per un controllo all'anno tutte ste storie ?"
Il fatto è che un controllo annuo è obbligatorio, poi l'azienda è libera di effettuarne altri a sorpresa sorteggiando tra i dipendenti ...
Io sono già al quarto in 2 anni (!!!) e qui qualcuno, mi dovrebbe spiegare come funziona nella vita la casualità delle cose ...

No perchè, noto da sempre che quando c'è una sfiga io non manco quasi mai ...
(parto dalla classica interrogazione fatta a scuola e pigliando il nome a caso, passando per l'inventario di fine anno, dove nessuno vuole essere presente e allora si sorteggia e arrivando a oggi, a questi controlli fatti a sorpresa ... e ho citato solo le prime cose che mi passavano per la mente)
Quando invece l'evento è lieto (il grande classico della casualità, una vincita ...) ci fosse una volta e dico una, dove sbaraglio la concorrenza ...

Il test consiste nell'esame delle urine:
Uno si prepara, beve, non va al bagno per mezzo turno, rischiando quasi sempre di farsela addosso mentre raggiunge il centro, poi arrivato il momento di rilasciare il campione ...
Il solito nulla ...
E lì chissà ...
Potrebbero c'entrare anche coloro che sono preposti al controllo e alla successiva raccolta ...
La penultima volta c'era un tale allucinante ...
Si mise sulla porta per poi dirmi:
"io sono qui, quando ha fatto mi dica"
li mi concentrai, pensai all'acqua che sgorga ad una fontana e lui:
"ha fatto ?"

Ha fatto ?
dunque mi hai detto che sei lì sulla porta e gli accordi erano che dovevo dirtelo io, quando avevo fatto ...
Ho forse fiatato ?

cercai nuovamente la concentrazione, si fosse pototu aprire un rubinetto (cosa vietatissima ... sai mai che si bari) magari aiutava visto che 10 minuti prima stavo per esplodere non è che si fosse vaporizzato tutto, occorreva solo agevolare ...
E lui
"allora ? fatto ?"
"ascolti, intendiamoci, se andiamo avanti così, la avviso che facciamo sera qui"
Il tale ovviamente cambiò ben poco quell'ansioso modo di porsi (che dico ... tanto devi stare la fino a stasera visto che ti pagano ... ma che fretta hai ?), ma per fortuna dopo un quarto d'ora riuscii a produrre il preziosissimo campione ...

Ieri per fortuna, una dottoressa ...
la prima che si fida senza tanti ma e senza tanti se (un'altra volta un tale mi aveva perquisito anche nei calzini ... che dico, con tanti posti dove nascondere le cose, qualsiasi cosa, ai calzini davvero non penserei mai ... logico che ti sgamano subito), chiude la porta restando nei paraggi e miracolo ...
Dopo 2 minuti tutto è concluso ...

Ora speriamo che l'antidoping fino a fine anno non mi tocchi più.
oppure, come dicevo alla dottoressa, visto che ormai sono di casa e conosco tutta la procedura a menadito, potrei quasi rendermi utile in modo attivo al laboratorio ...

14 marzo 2011

forza giappone

I tristi eventi di questi giorni, mi fanno uscire dai temi dominanti di questo blog, per dedicare qualche pensiero ai giapponesi.

Non sono mai stato in Giappone, ma ho sempre provato ammirazione per i giapponesi.
Sarà che li ho osservati spesso, quando ero in vacanza, fotografare/riprendere minuziosamente qualunque cosa gli stesse intorno, con apparecchi tecnologicamente avanzatissimi;

garbati, mai visti invadere le scene altrui, ma anzi capaci di attendere pazientemente il loro turno
(merci rarissime educazione e pazienza, soprattutto quando a dover immortalare un qualsiasi soggetto sono dei connazionali).
Da autista, ricordo una famiglia di Giapponesi salita in stazione qualche anno fa, che mi chiese innanzitutto dove potevano acquistare il ticket per il bus e poi, solo dopo aver avuto tra le mani i titoli, ritornare per l'informazione di rito
(episodio, rimasto ovviamente unico se è vero che spesso e volentieri capita che prima si chiede senza manco troppo garbo ... e poi, forse, si pensa al biglietto).
Vedo i giapponesi insomma come un popolo moralmente integro, dal forte senso civico e guardare il
dramma che li ha investiti mi provoca un'enorme tristezza.

La natura avrà comunque e sempre il sopravvento e l'uomo non riuscirà mai a domarla.
Sembra un concetto scontato oggi, eppure, giusto una settimana fa, nel pieno della solita routine quotidiana lo era di sicuro molto meno.

Speriamo di imparare qualcosa da tutto questo ...

come scriveva in uno striscione, un tifoso, ieri a san siro
FORZA GIAPPONE

11 marzo 2011

rievocare



Passano gli anni e la vigilia di uno sciopero resta sempre tale e quale ...
Ieri, ho beccato alcuni ignari (della serie: nonostante avvisi alle fermate, sui display luminosi e vari articoli sui giornali, quelli che cadono dalle nuvole non mancano mai) qualcuno rassegnato e la solita valanga di possibilisti.
Che vorrebbero, la garanzia di trovare qualche bus in giro, ma a cui di fatto, io poi ribadisco ogni volta i soliti concetti:

Lo sciopero è su base volontaria ...
nessuno lo impone, si sceglie se farlo.
Partendo da questo, qualche bus in giro in ogni giornata di sciopero ci sarà sempre ...
Quanti saranno e se faranno servizio sulla stessa linea che vorresti utilizzare tu, francamente non so dirtelo, sennò predirrei il futuro anzichè guidare i bus ...
(... e di sicuro sarebbe un modo più comodo per guadagnare soldi).

Ieri, durante il percorso, sogghignavo tra me e me, pensando se in una giornata di sciopero, diventi più importante il servizio offerto, del prezzo richiesto per fruirlo ...
Ho concluso che nonostante le lamentele generalizzate e diffuse, di questo periodo per i recenti aumenti, in queste specifiche giornate, se anche un biglietto costasse 5 euro per tratta e senza un tempo seppur minimo di durata, nessuno farebbe storie ...
(solo quando i bus non ci sono, ci si rende conto di quanto siano importanti del resto ...)

Poi all'improvviso è sbucata l'immancabile speranzosa dell'ultima ora a porre il quesito:

"allora è sciopero domani ?"
""
"e non ci sono possibilità che venga RIEVOCATO ?"

Mah, guarda ...
considerando che gli ultimi indetti sono stati tutti e per vari motivi, REVOCATI, di fatto, stavolta, staremmo appunto per RIEVOCARLO, uno sciopero ...
(che per ora non siamo ancora all'evento eccezionale ... però sai mai che in futuro ...)

9 marzo 2011

par condicio



Notavo che il post sulle signore intente alla scelta del rossetto è stato un successone ...

Bene, oggi mi sono divertito ad origliare (e stavolta, per par condicio, interessatamente e di proposito) tre ragazzotti.
Il tutto è nato per una strana info che mi hanno chiesto, volevano sapere se, nella via tal dei tali, potevano prendere una determinata linea:
Richiesta incomprensibile ...
Come ho fatto subito loro notare, erano GIA' in una fermata dove quella linea passava:

Perchè allora spostarsi ?

La risposta di uno, probabilmente il capobranco è stata "così ci avviciniamo" e siccome la meta finale era in provincia, a 40 km e passa da lì ...
Mi sono istantaneamente convinto che potevano essere "molto interessanti" per quel loro originale modo di essere.

Ovviamente, la linea che volevano prendere, per via tal dei tali, una anonima strada come tante nel semicentro cittadino, non ci passava, ma il capobranco era troppo convinto di questo ...
Quasi si vantava con gli altri di sapere addirittura il nome esatto di quella fermata (che capirai, era omonimo alla via ...)

E allora perchè cercare di disilluderlo ?
potevo mai contaddirlo subito facendogli fare la figuraccia raggelante di fronte ai coetanei attirandomi odio e rancore immediati ?
Quando si è convinti si è convinti ...
"Restate qui che quando arriviamo alla fermata ve la indico".
E da lì è iniziata l'esplorazione della gioventù maschile:

Di cosa parlano sti ragazzotti ?
Non di rossetti e ci mancherebbe ...
erano tutti "rivettati" di piercing, chi sopra le ciglia, chi sotto al labbro che uno come me, prova dolore solo a guardarli, ma di sicuro "fanno molto alla moda"
Quindi, Calcio ?
Ragazze ?

Per iniziare, una gran discussione sui pantaloni a vita bassa:
"a quello stanno male, a me stanno bene, a quell'altro gli evidenziano la pancia, quell'altro (detto davvero così, c'ha la mutanda che stona ..."
Personalissimi punti di vista (... non sto a puntualizzare cosa penso io di quei pantaloni ... che probabilmente si intuisce anche senza che lo racconti) su cui dibattevano animatamente portando ognuno la propria opinione ...

Poi all'improvviso, nel caos delle voci che si sovrapponevano l'una all'altra è spuntata, come un fulmine a ciel sereno, una nuova "question"
Interrogativo inquietante di uno dei 3:
"ma si può definire "compagno" colui che frequenta la madre di C ?"
"beh, perchè no ? se non sono sposati"
"non lo sono, lei è separata ... però è anche vecchia"
"dai vecchia avrà 40 anni"
"beh insomma, non è più giovane"

E mentre dibattevano sull'età in cui uno diventa vecchio, siamo arrivati alla mitica fermata che mi aveva richiesto dal capobranco ...
Ho visto dallo specchietto che la "cantonata presa" è stata subito chiara ...
Nulla di grave però, probabilmente avranno tagliato a piedi (ho visto hanno preso la direzione giusta attraversando la strada) e da lì a qualche centinaio di metri avranno raggiunto la fermata dove la linea transitava.

Ma loro dovevano avvicinarsi a casa ...
almeno 300 metri a piedi verso una fermata successiva comunque li hanno fatti e contenti loro ...
(... se il bus era di li a poco dietro noi, di sicuro l'hanno perso ... e avranno dovuto aspettare 20 minuti quello seguente).
Che dire quindi, questi alla voce superficiali spingevano un bel po' e di sicuro saranno poi quelli che la tipa del rossetto voleva evitare.
Il cerchio si chiude e io resto con un dubbio:

Ma 20, 40, 60, 90 anni ...
Se due non sono sposati cosa sono se non "compagni" ?
Come si possono avere dubbi sulla definizione ?
(bah ... non capisco ... o forse sarò anch'io già troppo vecchio ...)

7 marzo 2011

individui superficiali



Credo faccia parte della professione ...
dover ascoltare spesso e volentieri i fatti degli altri.
Uno ci prova ad estraniarsi, però mica si può ascoltare musica in cuffia per tutto il turno di lavoro ...
Così oggi, mio malgrado, ho origliato la conversazione di due giovani donne ...
Saranno anche luoghi comuni, ma se 90 su 100 quando ascolti 2 uomini parlare insieme, l'argomento è il calcio, con la stessa percentuale, se ascolti 2 donne il discorso cade prima o poi sull'abbigliamento ...


Ho comprato una magliettina in saldo ...
15 euro anzichè 80 era l'ultimo giorno ...
Ah si e dove ?
da "trovare, uno sporco affare" (nome ovviamente di fantasia)
sììì ci sono andata pure io tempo fa ho trovato cose carinissime ...
Anche la mia magliettina lo è ...

Cose così, che a mio modo di vedere, rivalutano anche le discussioni maschili sui dribbling di Ibra & Co
(ammesso che il calcio sia futilità, una descrizione minuziosa di minuti e minuti che verta sui colori di abbinamento gonne + maglioni + scarpe invece cos'è ? una suggestiva e matura visione artistica ?)
Vabbè ...

dall'abbigliamento si è poi passati ai rossetti ...
Una delle due, aveva finalmente trovato la tonalità di rosso "della vita" ...
La produce da qualche tempo il tal stilista al modico prezzo di 25 euro ..
24 e 90 per l'esattezza e alla faccia della crisi, l'altra ascoltava e prendeva mentalmente nota, interessata ....

Che da uomo, io mica ce la faccio ad entrare nei meccanismi della distinzione tra le tonalità di un rosso ma manco voglio stare a sindacare ...
Ci saranno e io sarò pure diventato un po' daltonico ...
Un po' come quando a tavola si innescano quelle discussioni del nulla sull'acqua minerale che avrebbe sapore ...
Si certo, se ti concentri, magari con tanto di cuffie in cabina, potrai cogliere leggerissime differenze ...

Soprattutto, si potrà cogliere il cloro in quella potabile ...
Ma poi vienimi a dire che quando hai sete per davvero, l'acqua è differente quando passa sulle papille gustative ...

Il clou comunque è stato l'immancabile accenno alle situazioni sentimentali ...

Non vi tedierò con delle incomprensibili allusioni a Romolo piuttosto che a Remo;
a nulla porterebbero, sarebbe solo gossip, tra l'altro "sulla fiducia", visto che nessuno li ha mai visti ...
La frase che mi ha colpito è stata la riflessione/sfogo di una, che l'altra condivideva in pieno:
"io non cerco mica la luna ...

vorrei intanto conoscere un uomo che non sia il solito individuo superficiale ..."

Buona ricerca allora, penso che l'essere ambiziosi nobiliti ed aiuti, di fatto, ad accrescere l'autostima ...
(consiglierei comunque di evitare qualsiasi accenno alle tonalità di rosso delle labbra ... si rischierebbe di creare un bel po' di confusione rendendo oltremodo problematica la definizione di quali e chi siano gli individui superficiali)

4 marzo 2011

esperti in telefonia mobile


Ne parlavamo giusto stamattina con un collega:
Di fatto, 20 anni fa cosa mancava rispetto ad oggi ?
C'era già tutto quanto abbiamo ora, o quasi ...

Non c'erano soprattutto i cellulari che erano ancora roba da fantascienza;
le cabine telefoniche erano presenti in quantità e una fila dinnanzi ad una di queste, nessuno dei due ricorda di averla mai vista.

Invece oggi, l'avvento della telefonia mobile ha cambiato tutto, in certi momenti del tragitto noti a bordo 3-4 persone che sono impegnate in una chiamata ed è in quei momenti che ti fai la fatidica domanda:

Ma 20 anni fa come facevano questi/e a sopravvivere ?

Sarà stata un'orrenda e inumana tortura non poter chiamare in libertà ?

Chissà ...

Io comunque confesso di averci sempre capito poco o nulla ...
Sarà per quello che del cellulare faccio un uso misurato, prossimo al minimo sindacale ...
Ricordo di aver cambiato compagnia agli albori, migrando da quella che di fatto allora era la monopolista per approdare in quella che sarebbe poi diventata quella "del pupone" per risparmiare ...
Poi, ammettendo l'assoluta incapacità di seguire un filo logico alla voce tariffe e promozioni non ho più osato muovermi di lì ...
Eppure ci sono persone che conoscono tutto, per filo e per segno, che se cotanta sapienza fosse applicata altrove ...
Beh, probabilmente ci troveremmo di fronte a dei potenziali nobel.

L'altro giorno due passeggeri lungo il percorso si confrontavano alla voce telefonia mobile ...
Uno snocciolava dati, in un tripudio di messaggi inclusi, minuti compresi che la sua compagnia, quella "della morosa del sior Corona", accludeva nell'offerta cui ha aderito ...
L'altro ascoltava ribadendo ogni tanto la sua totale fiducia nella "compagnia del vento".
Entrambi malsopportavano "la compagnia del pupone", la sminuivano taglienti ricordando esperienze passate, tanto che pareva di essere in un bar quando ti trovi ad ascoltare quelle discussioni tra tifosi di squadre diverse;
ognuno a magnificare la propria, tutti gli altri coalizzati a ironizzare e mai un punto di incontro vero ...
Ma, tornando ai due "patiti della mobilità telefonica", la compagnia che detestavano in modo assoluto era quella "del numero magico";
un'avversione netta, nonostante tariffe che entrambi definivano convenienti.
Il fatto è che non c'è copertura, diceva uno, mentre l'altro era un po' più morbido nella posizione, perchè aveva letto di imminenti potenziamenti e si riservava di verificare.

Il primo però non si fidava e qui i dubbi raggiungevano a mio modo di vedere, punte davvero da oscar alla voce "questioni risibili".
"io d'inverno vado a sciare e so che nella località pincopallo se hai il numero magico non trovi mai campo" era il suo ragionamento che a me ha fatto sorridere nonostante lui fosse serissimo mentre lo illustrava.

Bah, vai a sciare quante ?
3-4 domeniche ?
E per qualche ora non riesci a stare senza il cellulare dedicandoti in tutto e per tutto al vero motivo per cui ti trovi lì ?
E' il caso di dirlo, per una volta beata ignoranza ...
Pazienza se spenderò qualche cent in più e se il telefono avrà a volte delle zone in cui non prende ...

mi beo dell'assoluta certezza che un "mostro della telefonia mobile" a sti livelli, non potrò diventarlo mai ...

2 marzo 2011

misunderstanding


Nuovo mese, vecchie storie

L'accompagnatrice sta avendo il ricorrente scambio di opinioni con il genitore ...
Sono le 08:06, quasi 07, dovevamo essere lì per le 08:03, eppure a detta della madre siamo in anticipo; ecco spiegato il perchè manchi all'appello ancora qualche bambino.
L'accompagnatrice fa notare che siamo in orario, ma la madre non recede ...
O meglio, alla fine ci lascia partire anche se manca ancora qualcuno (... che poi detta come va detta, non si sa bene se effettivamente arriverà oppure no ... è stagione di influenze, questa, ndr) ma si vede bene che non è affatto convinta.
Rincuoro l'accompagnatrice:
"la solita storia ... quando fa comodo si dice che siamo in anticipo ... Poi se li incontri alla fermata di linea son sempre mugugni sui ritardi. Le persone hanno uno strano modo di valutare il tempo"
Replica lei a sorpresa:
"beh, in effetti siamo qua un po' prima.
Di solito arrivavamo quando l'orologio del mio cell faceva i 10 ...
Considerando che è avanti di circa 2 minuti corrispondono agli 08"
"Capito, ma l'orario indicato per il passaggio è 08:03"
"Si ma quello è un orario molto indicativo, quasi impossibile da rispettare"
(un po' basito ... perchè poi "impossibile" da rispettare ?
basterebbe partire in orario dalla prima fermata ...)

"magari è anche fatto di proposito ... ti dico di esserci ai 03, così sono sicuro che per i 05 ci sei ... e figurarsi oltre"
"beh, ma tanto arriviamo in tempo comunque"
(sempre più basito)
"non è una questione di tempi quanto di principio ...
Che uno arrivi 3-4 minuti dopo ci può stare, almeno però non accusi dell'anticipo
"
"si ma comunque facciamo in tempo"
(rassegnato) "vabbè ..."

Dico, dimostro solidarietà (la madre era stata anche un po' sgarbata nei modi) e va a finire che io parlo di mele e l'altra intende delle pere ...
Che c'entra dire facciamo in tempo ?
Non è mica quello il problema quanto piuttosto che se dai corda, a fine anno anzichè ai 03, minuto dopo minuto, ti tocca partire ai 20 (sennò non trovi nessuno) ...
Se invece ogni giorno sei regolare attorno ai 05 come da programma, vedrai che si adattano senza tante storie e come è giusto che sia ...
Domani, comunque, garantito, dovesse apparire anche il genitore polemico e super esasperante ...
mi faccio gli affaracciacci miei ...

Che poi, secondo me è che bisogna un po' diffidare dai (tanti) che non sincronizzano l'orologio ...
Cioè, ma anzichè calcolare che se segna i 10, saranno circa (forse) i 08, non si farebbe prima procedendo con una messa a punto ?
(sarà anche metodo antidiluviano, però almeno si sarebbe assolutamente certi di ciò che effettivamente si legge ...)