considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

27 febbraio 2012

figli e mariti defunti




Il capolinea ...
luogo spesso isolato, dove non c'è nulla o quasi.
Eppure ogni volta che si deve ripartire a poter scegliere ci si resterebbe volentieri.
Vuoi perchè devi infilarti in mezzo al traffico o forse perchè sai che potenzialmente, potresti incontrare persone che restando lì avresti evitato.
Certo, non sono tante, ma ci sono alcune volte in cui non vedi l'ora di scappare ...

L'altro giorno arrivo appunto al capolinea e come spesso accade, due donne anziane restano a bordo.
Devono scendere alla fermata successiva ma quei 500 metri a piedi non si possono proprio affrontare.
Così e come spesso capita, mentre attendo di ripartire ascolto i loro dialoghi rimbombare nel bus vuoto che partono, manco a dirlo, dai figli ...
Se c'è una cosa che accomuna le madri di tutte le età è che nel discorso con un altra donna, prima o poi il discorso finirà ai figli ...
Ricordano spesso il parto, qualcuna scende in particolari fin troppo particolareggiati ma vabbè ...
E' anche bello sia così il ricordo di un momento indimenticabile.
Poi quando vanno in età, il ricordo del parto viene sostituito dai rapporti che si hanno coi figli cresciuti
(ma che restano pur sempre piccoli ndr).
Si inizia da lì, una è succube della figlia che la tratta, per come la racconta, un po' così; lei ci sta male ma non ha la forza di ribellarsi perchè
"se la piccola ha un grande pregio è proprio quello di essere caparbia e determinata".
L'altra donna invece dissente, lei avrebbe una figlia determinata ma la fa restare
"dentro le righe", perchè ha 40 anni ma deve ancora crescere (???)
difende l'indipendenza personale e di avvicinarsi, spostandosi ad abitare vicino come le chiederebbe, non ne vuole sapere.
Ad un tratto e in conseguenza della vita narrata, scoprono di essere entrambe vedove e lì si inizia a particolareggiare sulle scomparse dei mariti ...
tripudio di dialoghi trash:
"il mio è morto che dormiva ...
davvero ? anche il mio ! si sentì un colpo di tosse e poi il silenzio ...
ah pensa, il mio invece non si alzava al mattino ed essendo uno mattiniero, l'ho capito da lì ..."
impreziositi dal giudizio di chi è "esperto":
"ma guardi signora è la più bella morte che si possa fare ... si fidi !
... non hanno sentito mica nulla sa"

In quell'apoteosi di ricordi sul trapasso e sui trapassati, costantemente sul chi va là
(sai mai mi avessero invitato a prendere parte ai dialoghi), avvinghiato al sostegno di ferro laterale
(ma qualcosa di più allegro e positivo no ?)
ad un certo punto ho temuto quel "sono stati anche contenti" che per fortuna non è arrivato ...

E' stata una di quelle poche volte in cui il momento di ripartire e il pensiero di essere in mezzo al traffico, sono giunti come una liberazione ...

3 commenti:

Shunrei ha detto...

Mi inquieta abbastanza quel "perchè ha 40 anni ma deve ancora crescere"...
I discorsi sulla morte dei mariti meno, che sono effettivamente un "must": basta guardare le "folle" assiepate davanti ai muri con i manifesti funebri, e la classica frase d'apertura tra conoscenti d'una certa età che si incontrano dopo qualche tempo "Sai chi è morto..?".
Fortunatamente sto ancora nella fase in cui quando incontri un vecchio compagno di scuola fai l'inventario degli sposati, dei conviventi, dei single e di quelli che hanno avuto figli... ;D

S ha detto...

...le vecchie... una danno...

Cassandra ha detto...

Delicatissimo questo post. Hai ragione, i capolinea in periferia ti restituiscono una realtà che spesso si dimentica: 500 metri possono essere tanti e in più si fa conversazione. Il tuo autobus è stato il teatro di una nuova amicizia, magari in nero, ma tant'è. Meglio che sguardi bassi e imprecazioni.