considerazioni semiserie di un conducente di bus ...

7 febbraio 2012

troppo veloce


Ha ripreso a nevicare ...
Se c'è una cosa che mi è sempre piaciuta delle giornate nevose è quell'atmosfera ovattata che riduce i rumori ...
Poi oggi, t
ra i mille volti incrociati nel bus sempre pieno, una giovane logorroica si è fermata a parlare.
A ruota libera, di tutto, neve, freddo, tasse, caldo, montagna, mare, stufe, isole, climatizzatori ...
Il tutto in 10/15 minuti di percorso ...
Un mitragliatore di parole impazzito cui non ho saputo opporre resistenza.
Ci ho provato a dire la mia, esempio alla voce neve, ma la donna aveva già cambiato argomento.
Troppo veloce per stargli dietro, mi sono limitato ad annuire allo scorrere di quel fiume di parole impetuoso senza capirci tra l'altro troppo, finchè d'un tratto è arrivata una chiamata.
Per 1 minuto l'ho sentita mitragliare con la stessa veemenza alla persona in contatto poi, chiusa in fretta e furia la comunicazione è tornata sul pezzo cambiando ancora (e che strano) argomento.
Mi ha spiegato che il compagno, a Roma per lavoro, aveva incontrato problemi al momento di saldare un conto.
Aveva presentato la carta di credito, ma si trattava di quella di lei, della logorroica, ergo dunque, il proprietario dell'esercizio aveva chiaramente bloccato tutto.
Ho visto in lontananza la fermata mentre si stava infervorando sui metodi elettronici di pagamento:
"cavolo, presenta una carta di credito e gli fanno delle storie ...
ma che razza di robe, dovrò fare un fax per dire che autorizzo l'addeibito, ma mi dica lei"
In quel momento ho pensato di provare a spiegarle che una carta di credito è personale e che il proprietario, vedendo che era intestata ad una donna, aveva solamente applicato le regole
(regole che tra l'altro sono sacrosante ai fini della sicurezza)
ma la donna era già partita per la tangente e stava ormai spaziando nell'economia passando per le borse.
Mi sono allora limitato a farle notare che l'ultima fermata utile, prima che la linea si diramasse
(e lei doveva andare proprio nell'altra diramazione) era arrivata.
"ah, ok, (silenzio) la ringrazio, (imbarazzata) buona giornata, arrivederci, (sorridente) ciao"
L'ultima tempesta di parole prima che calasse un po' di quel silenzio tipico delle giornate nevose.

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